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Covid, nuova stima di Coldiretti: chiusi 2 ristoranti su 3

La possibilità di apertura serale a cena – sottolinea la Coldiretti – vale l’80% del fatturato di ristoranti, pizzerie ed agriturismi duramente provati dalla chiusure forzate ma nelle regioni gialle è consentita la sera solo la consegna a domicilio o l’asporto che riduce la sostenibilità economica per giustificare le aperture tanto che in molti preferiscono mantenere le serrande abbassate aumentando le perdite economiche ed occupazionali. Ancora più grave la situazione nelle zone rosse ed arancioni dove è sempre proibito il servizio al tavolo e al bancone con un ulteriore colpo a bar, ristoranti e agriturismi che travolge a valanga interi comparti dell’agroalimentare made in Italy, con vino e cibi invenduti per un valore stimato dalla Coldiretti in 11,5 miliardi dopo un anno di aperture a singhiozzo che hanno messo in ginocchio l’intera filiera dei consumo fuori casa che vale un terzo della spesa alimentare degli italiani fuori casa”.

È la drastica riduzione dell’attività che pesa infatti sulla vendita di molti prodotti agroalimentari. Vino, carne, pesce, birra ma anche frutta e verdura. “La ristorazione – precisa ancora la Coldiretti – rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato ma ad essere stati più colpiti sono i prodotti di alta gamma come vino, salumi e formaggi”.

Addirittura, la stima di Coldiretti ipotizza che 300 milioni di chili di carne bovina, 250 milioni di chili di pesce e frutti di mare e circa 200 milioni di bottiglie di vino non siano mai arrivati nell’ultimo anno sulle tavole dei locali a causa delle continue chiusure.

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