Bambini con l’influenza, ecco perché è importante tenerli a casa

Il rientro dalle vacanze per grandi e piccini ha portato ad una fase che durerà fino a marzo di aumento contagi di influenze stagionali, virus sinciziale e Covid (aumento positivi iniziato durante le feste natalizi). In questo articolo raccogliamo i consigli di un pediatra sui bambini, cosa non bisogna fare quando hanno anche pochi sintomi di influenza.

Medici e soprattutto pediatri mettono in guardia sull’aumento delle influenze e dei contagi Covid al rientro dalle vacanze.

Già sotto periodo natalizio è scattato l’allarme ricoveri e crescita di positivi al nuovo coronavirus, con tanto di varianti, mentre gli italiani era in vacanza o impegnati nelle spese natalizie. Tutti momenti che portano a luoghi affollati e magari chiusi, ad esempio negozi o centri commerciali.

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0-6 anni, una fase dove non è semplice convivere con influenza, tosse, raffreddore e bronchiti

Per i bambini è in corso un’altra emergenza, gli aumenti di casi di virus respiratorio sinciziale. Colpisce i neonati nei mesi più freddi fino a maggio ma può contagiare anche i bambini fino ai primi anni di asilo.

Le influenze che colpiscono polmoni, bronchi e naso non sono ben sopportate dai bambini piccoli, devono essere tenute sotto osservazione, possono essere fonte di contagio, oppure, noi grandi possiamo contagiare i più piccoli con nuovi batteri o virus influenzali.

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I pediatri, ma soprattutto Rino Agostiniani, intervistato dall’Ansa, consiglia di tenere a casa i bambini con l’influenza. Il consigliere nazionale della Società italiana di Pediatria spiega che “le misure messe in atto per ridurre il contagio durante la pandemia hanno funzionato anche per i virus influenzali”.

Bambini con l’influenza a casa: ecco i motivi medici

Come i grandi colpiti da Covid e influenze molto gravi, i più piccoli devono stare a casa per curare l’influenza in corso. Il pediatra fornisce una spiegazione in più: i bambini più piccoli non hanno sviluppato un patrimonio immunitario per difendersi dall’infezione, questo è dovuto anche agli anni di pandemia che hanno costretto i bambini a restare isolati e per la maggior parte del tempo in casa. Oltre al Covid e alle normali influenze, fino a marzo c’è anche il rischio di contrarre virus sinciziale. È una malattia che può portare i bambini piccoli al pronto soccorso o negli ospedali nei casi più gravi. Quindi, prudenza per i più grandi e per i genitori di bambini piccoli, fino anche alle elementari.

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Perché è importante non portare a scuola bambini con sintomi di infezioni e influenza

Da Rino Agostiniani anche tanta empatia e comprensione con i genitori, convivere con bambini influenzati non è semplice a livello organizzativo ed emotivo. “Capisco che ci sono necessità organizzative delle famiglie, tuttavia, quando ci si ammala si va in contro a uno stato di depressione del sistema immunitario. Riportare troppo presto il bambino a scuola significa esporlo a un rischio aumentato di contrarre nuove infezioni“.

Iole Di Cristofalo
Iole Di Cristofalo
Articolista e web copywriter