Per il 2025 il legislatore ha scelto di rafforzare il ruolo delle Zone Logistiche Semplificate (ZLS) come motore di sviluppo, rinnovando il credito d’imposta dedicato agli investimenti produttivi. La misura, collegata all’articolo 13 del decreto-legge 7 maggio 2024 n. 60 e successivi aggiornamenti, si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2025 al 15 novembre 2025 in specifiche aree del Centro-Nord dotate di collegamenti portuali e logistici strategici. L’obiettivo è attrarre capitali privati, stimolare nuova occupazione e favorire la transizione tecnologica delle imprese che operano (o intendono insediarsi) nelle ZLS.
Si tratta di un’agevolazione automatica: non è un bando a graduatoria, ma un beneficio fiscale fruibile da tutte le imprese che rispettano requisiti soggettivi, territoriali e dimensionali previsti dalla normativa sugli aiuti a finalità regionale. Il credito è riconosciuto in relazione al costo dei beni agevolati e potrà essere utilizzato in compensazione, a riduzione dei versamenti dovuti tramite modello F24, nel rispetto dei limiti fissati dall’Unione europea.
Dove si applica il credito d’imposta ZLS e chi può beneficiarne
Le ZLS interessate dal bonus 2025 si trovano in diverse regioni del Centro-Nord ammissibili agli aiuti a finalità regionale ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c) del TFUE. Rientrano, tra le altre, aree selezionate di Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, a cui si aggiungono i territori di Marche e Umbria dopo l’estensione disposta con gli ultimi interventi normativi.
Possono accedere all’agevolazione le imprese di qualsiasi dimensione e settore (salvo le esclusioni tipiche degli aiuti di Stato: ad esempio alcuni comparti finanziari o attività già coperte da altri regimi speciali). È necessario che gli investimenti siano destinati a strutture produttive localizzate in ZLS, nuove o già esistenti, e che l’impresa sia in regola con il DURC, la normativa sulla sicurezza e gli obblighi fiscali. Rimangono esclusi i soggetti che si trovano in situazione di difficoltà ai sensi della disciplina europea sugli aiuti di Stato.
Investimenti agevolati e calcolo del credito d’imposta
Il credito copre gli investimenti in beni strumentali nuovi, acquisiti nel periodo agevolato e destinati a strutture produttive ubicate in ZLS. Rientrano tra le spese ammissibili:
- macchinari, impianti e attrezzature varie funzionali al ciclo produttivo;
- beni mobili registrati (ad esempio mezzi di movimentazione interna) utilizzati stabilmente nell’unità locale agevolata;
- terreni e fabbricati strumentali, compresi acquisti, costruzioni e ampliamenti, entro il limite del 50% dell’investimento agevolato complessivo.
Non sono ammessi i beni meramente sostitutivi privi di incremento di capacità o di efficienza, i beni usati, gli automezzi non strettamente legati al ciclo produttivo e le spese di natura immateriale non previste dalla norma. Il credito è determinato applicando le percentuali previste dalla Carta degli aiuti regionali 2022-2027, differenziate per regione e dimensione d’impresa (più elevate per micro, piccole e medie imprese, più contenute per le grandi).
Imposta agevolata e intensità del beneficio nelle diverse aree ZLS
L’ammontare massimo di investimento agevolabile per singolo progetto va, in linea generale, da un minimo di 200.000 euro fino a 80 milioni di euro, con intensità di aiuto che possono arrivare, per le PMI operanti nelle aree più svantaggiate, a percentuali molto significative del costo ammissibile. La misura mira così a rendere più conveniente:
- l’apertura di nuovi stabilimenti in prossimità di porti, interporti e hub logistici;
- l’ammodernamento di impianti esistenti con tecnologie più efficienti e meno impattanti a livello ambientale;
- il reshoring di attività produttive oggi localizzate all’estero.
Per avere un quadro aggiornato delle aree interessate e delle percentuali applicabili, le imprese possono consultare la pagina dedicata dell’Agenzia delle Entrate sul credito per investimenti nelle ZLS 2025, che riepiloga le condizioni di accesso e rimanda ai riferimenti normativi di dettaglio.
Calendario 2025: comunicazione preventiva e comunicazione integrativa
Per fruire del beneficio non basta effettuare l’investimento: è necessario rispettare un preciso doppio adempimento telematico nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. In una prima fase le imprese devono presentare la comunicazione di “prenotazione” delle risorse, indicando gli investimenti già effettuati dal 1° gennaio 2025 e quelli programmati fino al 15 novembre 2025. La finestra ordinaria per l’invio va, indicativamente, dal 22 maggio al 23 giugno 2025.
Una seconda comunicazione, detta integrativa, deve essere trasmessa in autunno (orientativamente tra il 20 novembre e il 2 dicembre 2025) per attestare l’effettiva realizzazione degli investimenti entro la data limite del 15 novembre. Solo dopo la presentazione dell’integrativa e la verifica delle risorse disponibili l’Agenzia attribuisce in via definitiva il credito spettante, che potrà poi essere utilizzato in compensazione.
Imposta in compensazione: come usare il credito ZLS 2025
Il credito riconosciuto è utilizzabile esclusivamente in compensazione orizzontale tramite modello F24, presentato attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate. L’impresa potrà così ridurre, fino a concorrenza del credito maturato, il debito relativo a imposte sui redditi, IVA, contributi previdenziali e altre somme dovute. Non è previsto rimborso diretto in denaro, né la possibilità di cedere il credito a soggetti terzi.
Il beneficio è inoltre cumulabile con aiuti de minimis e con altri incentivi agli investimenti, purché il cumulo non comporti il superamento dell’intensità massima di aiuto prevista dalla disciplina europea per l’area e la tipologia di impresa interessata. Per questo motivo, in fase di pianificazione, è fondamentale verificare l’insieme delle agevolazioni di cui l’azienda beneficia (o intende beneficiare) per gli stessi costi ammissibili.
Strategie operative: come prepararsi agli investimenti nelle ZLS nel 2025
Le imprese che vogliono sfruttare il credito d’imposta ZLS 2025 dovrebbero partire da una ricognizione delle proprie strategie industriali: valutare se ha senso localizzare o potenziare una struttura produttiva in una zona logistica semplificata, analizzare i volumi di investimento programmati e verificare il rispetto dei requisiti suggettivi e territoriali. È altrettanto importante raccogliere e conservare con cura tutta la documentazione di spesa (fatture, contratti di leasing, perizie, titoli di proprietà o concessione) che dimostri il nesso tra beni acquistati e progetto di investimento.
Una pianificazione tempestiva consente di rispettare le scadenze per l’invio delle comunicazioni, evitare sovrapposizioni con altri regimi di aiuto incompatibili e massimizzare l’effetto del credito sul piano finanziario, distribuendo l’utilizzo in compensazione nei periodi d’imposta in cui l’azienda registra i debiti fiscali più elevati.









