Ettore Majorana: il caso del celebre fisico scomparso nel nulla

Il genio di Ettore Majorana, scomparso nel 1938 da Napoli e mai più ritrovato, ma la procura di Roma sembra aver già trovato da tempo la soluzione al caso.

Ettore Majorana
Photocredits: Wikipedia

Una storia persa nei decenni, quella di Ettore Majorana, recuperata fortunatamente dal noto programma Rai Chi l’ha visto? negli ultimi anni. Tutto iniziò nel 2008, quando un telespettatore fece una segnalazione sul caso del fisico scomparso nel 1938 quando aveva 31 anni. L’uomo disse: “Sono partito per il Venezuela perché non andavo d’accordo con mio padre, era ad aprile del 1955. Arrivato a Caracas, sono andato a Valencia con Ciro, un mio amico siciliano, che mi presentò un certo Bini”. Il telespettatore dichiarò di aver collegato Ettore Majorana con il misterioso Bini grazie ad un certo signor Carlo, un argentino.

All’uomo fu spiegato che Bini altri non era che uno scienziato, dotato di un gran cervello che andava oltre ogni immaginazione, ovvero, Ettore Majorana. I due si sarebbero conosciuti a Valencia, in Venezuela. Il telespettatore raccontò che Bini/Majorana fosse un uomo alto nella media, aveva pochi capelli, di colore bianco e ondulati. Il telespettatore precisò che quei capelli bianchi erano propri di un uomo che, in gioventù, li aveva avuti neri. Era solito portare l’orologio sopra la camicia, per lavarsi le maniche si apriva le maniche, da cui uscivano fuori dei peli neri.

Ettore Majorana in Argentina? Il caso a “Chi l’ha visto?”

Secondo le dichiarazioni del telespettatore a Chi l’ha visto? l’uomo identificato come Ettore Majorana sarebbe stato un uomo molto timido e se qualcuno lo invitava al night si rifiutava. All’epoca, il misterioso individuo poteva avere tra i 50 e i 55 anni. Si sforzava a parlare romano, ma si comprendeva che in realtà non fosse originario di Roma. Si notava, inoltre, che era una persona colta. Il telespettatore che lo conobbe lo paragonò ad un “principe”. A volte, non comprendendo l’atteggiamento schivo e poco propenso al divertimento di Bini, era solito chiedergli: “Ma che campi a fa’?”. Era sempre triste.

Bini diceva che lavorasse, i due erano soliti mangiare assieme a volte. Lo strano personaggio era capace di non farsi sentire per diversi giorni. Era possessore di un’automobile di colore giallo, una Studebacker. Spesso utilizzava soldi per la benzina, altrimenti sarebbe potuto sembrare un indigente. In realtà sarebbe stato molto ricco, a volte il telespettatore di Chi l’ha visto? gli diceva: “Ci tieni tanto alla tua macchina e c’hai tutta sta carta”. Ettore Majorana era un tempo docente all’università di Napoli e sicuramente per lui il denaro non era certo una preoccupazione.

Non dimentichiamo poi che il genio in questione proveniva da una famiglia dell’alta borghesia catanese. Non amava farsi fotografare, ma siccome l’uomo misterioso chiese al telespettatore un prestito di 150 bolivar, questi lo costrinse a farsi una foto in sua compagnia, per mandarla alla sua famiglia. Il presunto Majorana era più basso rispetto al telespettatore di Chi l’ha visto?. Contattò il programma di Federica Sciarelli proprio perché aveva trovato quella vecchia istantanea e voleva avere una prova tangibile di tutto ciò che aveva dichiarato: “Quando ho trovato la foto ho deciso di parlare, sennò era inutile che dicevo che avevo conosciuto Majorana”.

Il confronto tra le immagini

La foto in questione è stata oggetto di numerose analisi e comparazioni coordinate dal colonnello Luigi Ripani. Sono risultate importanti analogie tra l’uomo della foto, il misterioso Bini, e il fisico scomparso nel 1938, nella linea del naso e nella parte superiore del padiglione auricolare. La foto giunta a Chi l’ha visto? fu comparata anche con le immagini del padre di Ettore Majorana, Fabio Massimo e del fratello Luciano. I riscontri convinsero il procuratore aggiunto di Roma, Pierfilippo Laviani, che fosse opportuno affidare ai carabinieri ulteriori indagini in Venezuela e Argentina.

La foto del 1955

La foto del presunto Ettore Majorana fu scattata nel 1955. Al termine degli accertamenti da parte dei carabinieri in Argentina e Venezuela su disposizione di Pierfilippo Laviani a giugno 2011 e, in seguito agli accertamenti da parte del Ris di Roma sulla foto del 1955 fatta pervenire a Chi l’ha visto?, risultò, infine, che, effettivamente, la linea del naso e la parte superiore del padiglione auricolare dell’uomo misterioso erano identiche a quelle del fisico scomparso nel nulla. Il telespettatore del programma Rai, tale Francesco Fasani, affermò, senza ombra di dubbio, che il signor Bini altri non era che lo stesso Ettore Majorana. Una segnalazione, a quanto pare, esatta. Come si apprende dal sito Chi l’ha visto? (nella scheda dedicata proprio al fisico scomparso) Ettore Majorana era ancora vivo nel periodo compreso tra il 1955 e il 1959 e si trovava di sua volontà a Valencia. Il tutto venne accertato dalla procura di Roma al termine del lavoro da parte dei Ris di Roma, dichiarando chiuso il fascicolo aperto nel 2011.

La scomparsa di Ettore Majorana

L’annuncio della scomparsa di Ettore Majorana apparve sulla rubrica della Domenica del Corriere, guarda caso, con il seguente titolo: “Chi l’ha visto?”. Era il 17 luglio 1938. Questo l’annuncio apparso all’epoca: “Ettore Majorana, ordinario di Fisica all’Università di Napoli, è misteriosamente scomparso. Di anni 31, metri 1,70, snello, capelli neri, occhi scuri, una lunga cicatrice sul dorso di una mano. Chi ne sapesse qualcosa è pregato di scrivere”. Di lui si era persa qualsiasi traccia dal 26 marzo di quell’anno, quando da un albergo di Palermo, il fisico disse ad un collega di volersi imbarcare sul primo traghetto disponibile alla volta di Napoli.

Di lui non si seppe più nulla in seguito e tutte le notizie provenienti da dopo tale data sono tutte da considerare incerte. Molte le ipotesi sul destino del fisico: suicidio, omicidio, scomparsa volontaria, ritiro in convento, ritorno in Sicilia, un possibile trasferimento in Sud America, per ritirarsi a vita privata. Il professor Federico Di Trocchio, docente di Storia della scienza presso l’università La Sapienza di Roma, ha però proposto la seguente ipotesi. Ignoriamo, per un attimo, quanto accertato dalla procura di Roma. Qualche anno fa Di Trocchio sostenne che forse Majorana trovò rifugio in Germania “dove condusse studi top secret sull’energia nucleare al soldo dei nazisti”.

Tornando al fascicolo chiuso nel 2011 sul caso Majorana, il giudice dichiarò: “I risultati ottenuti dalla comparazione hanno portato alla perfetta sovrapponibilità delle immagini di Fabio Majorana e di Bini-Majorana, addirittura nei singoli particolari anatomici quali la fronte, il naso, gli zigomi, il mento e le orecchie, queste ultime anche nella inclinazione rispetto al cranio”. Come si legge da Focus, tale tesi accertata è rafforzata da una cartolina risalente al 1920, che il Fasani, meccanico di professione, avrebbe rinvenuto nell’auto di Bini/Majorana. Essa fu inviata dallo zio di Ettore, Quirino Majorana, al fisico americano W. G. Conklin circa l’andamento di alcuni esperimenti in laboratorio sulla forza di gravità. Questo particolare è una garanzia per i giudici riguardo la “vera identità di costui come Ettore Majorana, stante il rapporto di parentela con Quirino, la medesima attività di docenti di fisica e il frequente rapporto epistolare già intrattenuto tra gli stessi, avente spesso contenuto scientifico“.

Le conclusioni trovano fondamento, altresì, su una foto scattata in Venezuela nel ’55, analizzata dal Ris, nella quale Majorana, conosciuto con il cognome Bini, appare ritratto con un emigrato italiano, Francesco Fasani, meccanico, subito dopo aver ricevuto un prestito. L’uomo, fotografato al fianco del Fasani, risulta compatibile con i tratti somatici del fisico Majorana.

Il parere di Cappellani e Roncoroni ed i molteplici dubbi sull’esito delle indagini

All’interno di un articolo pubblicato sul portale Dissenzi e discordanze, Francesco Cappellani e Stefano Roncoroni si dimostrano contrari al risultato delle indagini da parte della procura. Per loro, Ettore Majorana sarebbe morto nel 1939. Stefano Roncoroni, nipote dell’illustre fisico, sottolinea una serie di inesattezze ed alcune lacune nella conduzione delle indagini. In particolare si chiede se il telespettatore di Chi l’ha visto? avesse mai notato sul dorso della mano di Bini una possibile lunga cicatrice documentata, invece, su Ettore Majorana, e quindi se tale aspetto fosse stato oggetto di specifiche indagini da parte della procura. Inoltre, il Sig. Ronconi pone dubbi anche sull’accento che il Fasani ha definito romano mentre egli sostiene che, semmai, avrebbe dovuto essere leggermente siciliano come quello dei suoi fratelli, certamente non romano. A proposito dei suoi fratelli (Salvatore, Luciano e Maria) il Sig. Ronconi afferma di averli fino alla loro morte e nessuno di loro assomigliava al Bini.

Ad ogni modo, gli indizi che comproverebbero la scomparsa definitiva di Ettore nel 1939 sarebbero numerosi e ben documentati. Ad esempio, c’è la fine delle ricerche da parte delle forze dell’ordine, chiuse proprio in quell’anno. La decadenza di Majorana in qualità di professore, richiesta da tempo, ma ottenuta solo nel 1939. La trasmissione orale del ramo romano della famiglia Majorana che proprio in quell’anno indicava la dipartita dello scienziato.

Si segnala inoltre l’opinione del fisico Antonino Zichichi che nel 2015 ha rifiutato in modo netto l’ipotesi dell’emigrazione in Venezuela; secondo il fisico siciliano, infatti, Majorana si era rifugiato in convento a seguito di profonde crisi mistiche, la stessa ipotesi di Leonardo Sciascia ne “La scomparsa di Majorana”.

Come se questo non bastasse, sempre in quell’anno, venne istituita una borsa di studio, per un sacerdote gesuita, in nome di Ettore Majorana definito “estinto” e “defunto”. Aggiungiamo, inoltre come ci sarebbero discordanze di altezza tra Bini e Majorana. Come leggiamo dal portale di Nexus Edizioni, Ettore Majorana era alto un metro e sessantotto. Di conseguenza, dovrebbero esserci 15 centimetri di differenza tra lui ed il Sig. Bini alto quasi un metro e ottanta. Nella foto resa mostrata all’interno del programma Rai, la differenza tra i due non si nota invece, anzi, appaiono quasi uguali.

La vicenda del fisico Majorana, anche se “giuridicamente” il caso è chiuso, è ancora avvolta nel mistero e molti sono i punti interrogativi orfani di risposte esaurienti.

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Marco Della Corte
Sono nato a Capua (Caserta) il 4 agosto 1988. Da sempre amante, della letteratura, giornalismo, mistero, musica e cultura pop (anime, manga, serie tv, cinema e videogames). Ho mosso i primi passi su testate locali come Il Giornale del Golfo e la Voce di Fondi, per poi passare a testate più mainstream come Blasting News, Kontrokultura e Scuolainforma. Regolarmente iscritto presso l'ODG Campania come pubblicista, sono laureato in Filologia classica e moderna. Attualmente insegno come docente di materie umanistiche tra liceo classico e scientifico. Ah, dimenticavo: la cronaca nera è il mio pane quotidiano!