Fluorochinoloni: attenzione agli antibiotici prescritti

Fluorochinoloni, rischi e dibattiti sulla famiglia degli antibiotici che spaventa

antibiotici

L’attenzione sugli antibiotici della famiglia dei fluorochinoloni (Monoflocet, Tavanic e altri) continua a crescere perché il loro uso, secondo le autorità sanitarie internazionali, appare sempre più rischioso. Allora conosciamoli più da vicino.

Che cosa sono i fluorochinoloni

I Fluorochinoloni sono farmaci antibiotici utilizzati per contrastare alcune infezioni e hanno dunque capacità battericida. I Fluorochinoloni si dividono in due gruppi sulla base dello spettro antimicrobico e della farmacologia e sono:

Gruppo più vecchio: ciprofloxacina, norfloxacina e ofloxacina
Gruppo più recente: gemifloxacina, levofloxacina, e moxifloxacina.

I chinoloni sono farmaci ad uso locale e sistemico di origine sintetica introdotti nell’uso clinico dalla fine degli anni cinquanta. Un gruppo di ricerca, durante la sintesi della clorochina, isolò un composto chinolonico, avente proprietà antibatterica. Nell’uso comune vengono definiti antibiotici ma, in senso stretto, non potrebbero essere inclusi in questa classe perché non sono molecole di origine naturale ma solo di sintesi, quindi possono essere definiti chemioterapici.

La maggior parte dei chinoloni utilizzati correntemente in medicina appartengono ad un sottogruppo chiamato fluorochinoloni, che si distinguono per la presenza di una sostituzione sull’anello chinolinico al carbonio in posizione 6 con un atomo di fluoro.

A seconda del loro spettro d’azione e del loro sito d’azione, vengono divisi in appartenenti a:

I generazione: attivi contro batteri Gram negativi non particolarmente resistenti, usati esclusivamente per le infezioni delle vie urinarie.
II generazione: attivi contro batteri Gram negativi, anche resistenti come la Pseudomonas aeruginosa, usati per lo più nelle infezioni delle vie urinarie ma, in alcuni casi, anche per infezioni sistemiche;a questa generazione appartengono i fluorochinoloni.
III generazione: attivi anche contro parecchi batteri Gram positivi, usati soprattutto contro le infezioni sistemiche.
Ultima generazione: attivi contro Gram negativi; migliore attività contro Gram positivi; non inibiscono il CYP1A2.

I principi attivi che appartangono al gruppo dei fluorochinoloni

I principi attivi appartenenti al gruppo dei fluorochinoloni sono molti, tuttavia, alcuni di essi non vengono più impiegati in terapia a causa dei fenomeni di tossicità emersi dopo la loro immissione in commercio. Fra i principi attivi utilizzati, ricordiamo:

La ciprofloxacina (somministrazione per via orale, parenterale, auricolare e oculare); la levofloxacina (somministrazione per via orale, parenterale, inalatoria e oculare); l’ofloxacina (somministrazione per via orale, parenterale e oculare); la moxifloxacina (somministrazione per via orale e oculare); la norfloxacina (somministrazione per via orale e oculare); la pefloxacina (somministrazione per via orale); la lomefloxacina (somministrazione per via orale); la prulifloxacina (somministrazione per via orale).

Effetti indesiderati

I Fluorochinoloni, per quanto efficaci contro le infezioni più gravi, sono però stati ritirati dal mercato a causa della loro tossicità che scatenava alcune reazioni avverse anche molto pericolose, gravi, invalidanti e potenzialmente permanenti.

Tra i principali effetti avversi si registrano disturbi al tratto gastrointestinale, problemi al sistema nervoso e quindi mal di testa lieve, sonnolenza, insonnia, vertigini, alterazioni dell’umore e convulsioni), neuropatia periferica che può essere permanente con sintomi come dolore, bruciore, formicolio, intorpidimento, debolezza, cambiamenti nella sensazione, tendinopatia ad esempio con la rottura del tendine di Achille, aritmie ventricolari e morte cardiaca improvvisa.

Ma anche reazioni psicotiche che possono portare ad autolesionismo, allucinazione, depressione, disturbi dell’attenzione e delirio. Quanto agli effetti collaterali, Ema fa sapere che “Molto raramente, i pazienti trattati con antibiotici fluorochinoloni e chinoloni hanno subito effetti indesiderati di lunga durata e invalidanti, la maggior parte dei quali interessavano principalmente muscoli, tendini, ossa e sistema nervoso”, la presenza però dei sintomi sopra elencati ha portato alla richiesta della limitazione di questi farmaci e alla sospensione dal mercato per alcuni di essi.

Il dibattito sulla pericolosità dei Fluorochinoloni

Nel corso degli anni, dopo l’entrata in terapia, numerosi fluorochinoloni sono stati ritirati dal commercio a causa della comparsa di tossicità ed effetti collaterali gravi a carico di diversi organi e tessuti.

La temafloxacina è stata ritirata dal mercato poiché capace di causare emolisi, trombocitopenia e danno renale (sindrome emolitico-uremica);
La trovafloxacina è stata ritirata poiché responsabile dell’insorgenza di grave tossicità epatica.
La grepafloxacina è stata ritirata dal commercio perché la sua assunzione è stata causa di tossicità cardiovascolare.
La gatifloxacina è stata ritirata perché responsabile dell’insorgenza di ipoglicemia o iperglicemia.
La sparfloxacina è stata ritirata dal commercio in quanto capace di indurre nefrotossicità e fototossicità.
Negli Stati Uniti, inoltre, è stata ritirata dal commercio anche la lomefloxacina, mentre in Italia trova ancora impiego in terapia.

Nello studio dei fluorochinoloni venne riscontrato inizialmente che essi colpivano la cartilagine negli animali giovani, sviluppando delle artropatie. Sebbene la patogenesi sia ancora sconosciuta, il rilievo di un’artropatia irreversibile negli animali è stato rilevato con la maggior parte dei fluorochinoloni. Il pericolo di un’artropatia nei bambini ha limitato l’uso di questi farmaci in pediatria.

Tuttavia esistono numerose pubblicazioni sul trattamento con flurochinolonici nei bambini:
Broncopolmoniti in fibrocistici, colonizzati con la Pseudomonas aeruginosa, infezioni complicate delle vie urinarie, otite media cronica purulenta, associata alla Pseudomonas aeruginosa, Osteocondrite, attribuibile alla Pseudomonas aeruginosa, Shigellosi, Salmonellosi invasive, Infezioni da Campylobacter jejuni. E ancora profilsssi durante i periodi di neutropenia, Terapia empirica in soggetti febbrili, Bambini neutropenici con cancro, Pazienti con setticemia o meningite da gram-negativi multifarmaco-resistenti, Malattie da micobatteri resistenti, in associazione ad altri farmaci.

In tutti questi bambini non sono state notate artropatie, uguali a quelle riscontrate negli animali: se una manifestazione muscolo-scheletrica è insorta, essa è sempre stata reversibile. Nonostante le limitatissime indicazioni ufficiali all’uso dei fluorochinoloni in pediatria (trattamento post-esposizione nell’antrace), le prescrizioni in soggetti al di sotto dei 18 anni furono negli Stati Uniti ben 520.000 nel 2002, di cui 13.800 per bambini da 2 a 6 anni e 2750 per bambini di età inferiore ai due anni.

Restrizioni all’uso dei Fluorochinoloni

All’inizio del mese di Ottobre 2018, il Comitato di Valutazione dei Rischi per la Farmacovigilanza dell’EMA (European Medicines Agency) ha raccomandato l’adozione di restrizioni all’uso sia dei fluorochinoloni che dei chinoloni a causa della comparsa di effetti indesiderati di lunga durata e invalidanti che si sono manifestati in diversi pazienti. Nel dettaglio, l’EMA raccomanda di utilizzare questo tipo di antibiotici con cautela, preferibilmente, in presenza di infezioni di grave entità e/o quando i farmaci antibiotici/antibatterici solitamente raccomandati non possono essere utilizzati o risultano inefficaci.

Ad ogni modo, per maggiori informazioni in merito, è bene rivolgersi al proprio medico.

Fenomeni di Resistenza ai Fluorochinoloni

I batteri sono in grado di sviluppare resistenza sia ai fluorochinoloni che ai chinoloni. Per fare ciò, essi sembrano avvalersi di due principali meccanismi:

Mutazione spontanea dei geni (gyrA e gyrB) che codificano per la DNA-girasi: a causa di queste mutazioni, i batteri producono DNA-girasi che non vengono inibite dai fluorochinoloni;
Alterazioni e variazioni della permeabilità della membrana cellulare che possono portare ad una minor entrata di fluorochinoloni all’interno della cellula batterica, oppure ad una maggior uscita degli stessi dal microorganismo (quest’ultimo meccanismo pare sia più significativo nei microorganismi Gram-negativi).

 

 

 

Antonia Butera
Giornalista pubblicista, videomaker e fotografa. Amo osservare e raccontare la realtà nelle sue mille sfaccettature.
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