Il Pastafarianesimo e lo Spaghetto Volante

Nel Giugno del 2005 il dottore in Fisica Bobby Henderson scrive una lettera provocatoria al Consiglio dell’ Educazione del Kansas per opporsi all’introduzione, nei corsi di biologia delle scuole pubbliche, dell’insegnamento del creazionismo accanto all’evoluzionismo. Da quella lettera sono passati ormai dieci anni ma il Pastafarianesimo continua a fare proseliti.

La famosa missiva di Henderson inizia così:

«Vi scrivo con molta preoccupazione dopo aver letto della vostra udienza per decidere se la teoria alternativa del Disegno Intelligente dovesse essere insegnata insieme alla teoria dell’evoluzione. Penso che siamo tutti d’accordo sul fatto che sia importante per gli studenti ascoltare diversi punti di vista in modo che possano scegliere autonomamente la teoria che secondo loro ha più senso. Mi preoccupa però che gli studenti abbiano la possibilità di ascoltare solo una teoria del Disegno Intelligente. Ricordiamoci che esistono molteplici teorie sul Disegno Intelligente.

Io e molti altri in tutto il mondo abbiamo la solida convinzione che l’universo sia stato creato da un Prodigioso Spaghetto Volante. Fu Lui a creare tutto ciò che vediamo e ciò che sentiamo. Siamo convinti che le schiaccianti prove scientifiche che sostengono i processi evolutivi non sono altro che una coincidenza, creata di proposito da Lui.

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È per questo motivo che oggi vi scrivo: per chiedere formalmente che questa teoria alternativa sia insegnata nelle vostre scuole, insieme alle altre due teorie (l’evoluzionismo e il creazionismo)…Potreste essere interessati – prosegue Henderson – a sapere che il riscaldamento globale, i terremoti, gli uragani e altri disastri naturali sono un effetto diretto della riduzione del numero dei Pirati dal 1800 in poi. Se vi interessa, ho incluso un grafico del numero approssimativo dei pirati in relazione alla temperatura media globale negli ultimi 200 anni. Come potete vedere, c’è una correlazione inversa statisticamente significativa tra pirati e temperatura globale. »

Chiaramente ispirata al paradosso della “teiera volante” con cui nel 1952 Bertrand Russell aveva illustrato la differenza tra fede e scienza sperimentale, questa provocazione di un giovane laureato in Fisica era destinata a fare il giro del mondo anche grazie al web.

Il secondo passo di Henderson fu aprire un suo spazio on-line dove iniziò anche a vendere gadget con il logo della religione di sua invenzione. Il successo on-line fu suggellato quando l’enciclopedia Wikipedia dedicò una pagina al Pastafarianesimo, conosciuto anche come la religione del Prodigioso Spaghetto Volante. Fuori dal web parleranno per primi di Henderson e della sua religione parodica il Guardian, Der Spiegel e il New York Times.

Con la consueta verve il Profeta Henderson, come lo chiamano i pastafariani italiani, nel 2006 pubblica The Gospel of the Flying Spaghetti Monster destinato a diventare un bestseller negli Usa e ad essere tradotto anche all’estero. In Italia esce per la prima volta nel 2008 con il titolo Il libro sacro del Prodigioso Spaghetto Volante.

A ben guardare la satira irriverente di Henderson non si scaglia semplicemente contro il creazionismo ma vuole scardinare la fede religiosa in tutte le sue espressioni con linguaggi e strumenti mai usati in precedenza. La Chiesa Pastafariana offre un’alternativa attraente alla serietà delle argomentazioni filosofiche dell’ateismo “tradizionale” perché lascia i suoi “fedeli” liberi di giocare con la parodia, la satira, il rovesciamento carnascialesco, nascondendo dietro tutto ciò una polemica antireligiosa fatta di insulti ed atti che alcuni potrebbero giudicare blasfemi.

Si pensi alla battaglia che i pastafariani portano avanti per poter avere, nelle foto destinate ai documenti ufficiali, uno scolapasta come copricapo. Se la legge permette di poter indossare nelle fotografie destinate ai documenti ufficiali indumenti imposti da dettati religiosi, purché i tratti del viso siano ben visibili, perchè una suora o una donna musulmana possono esibire nei documenti delle foto con il velo e ai pastafariani è negato avere uno scolapasta come copricapo nelle foto ufficiali?

Liliane, una ragazza ticinese, dopo il rifiuto da parte degli impiegati del suo comune di utilizzare una foto con lo scolapasta in testa per la sua carta d’identità, in una lettera alle autorità scrive:

«Io, che sono fermamente convinta che il dono più bello datoci da Dio sia il Libero Arbitrio, ho deciso di aderire alla religione del Pastafarianesimo. Tale dottrina, nata negli ultimi decenni, affonda le proprie radici nell’illuminismo e vuole essere un elogio all’Umana Dignità data dalla Ratio. Come teorizzava il celebre filosofo Betrand Russel , avvalendosi del celebre “ So di non sapere “ Socratico, l’unica cosa in cui possiamo aver fede è la consapevolezza dell’indimostrabilità dell’esistenza del Signore. Perciò, a detta sua, Dio potrebbe anche essere una teiera rosa galleggiante nello spazio. In virtù dell’indescrivibilità di Dio, rifacendomi alla teologia negativa tanto cara a Sant’Agostino, ne elogio l’indicibilità e la Magnificenza raffigurandomelo come uno mostro di spaghetti volanti con polpette. In virtù della mia fede più cieca nel Libero Pensiero da oramai un anno e mezzo ho deciso di aderire seriamente al pastafarienesimo facendomi chiamare “ Suora”…Per questo, io chiedo di poter essere trattata esattamente come gli altri cittadini di fedi differenti. Quindi anche io esigo esser immortalata con il sacro copricapo oppure bisogna impedire a tutti di avere qualsiasi cosa in testa.»

Lukáš Nový di Brno, in Repubblica Ceca, chiede, e ottiene, di poter indossare uno scolapasta in testa come segno della sua identità religiosa nella foto che comparirà nel suo documento di identità.

La legge della Repubblica Ceca sui documenti d’identità consente foto «con il capo coperto per ragioni religiose o mediche», purché il volto resti riconoscibile, dichiara il portavoce del Comune moravo. L’accoglimento della domanda di Lukáš Nový è, a livello giuridico, il primo riconoscimento della Chiesa Pastafariana come religione.

«La foto di Lukáš Nový sulla carta d’identità, tuttavia, non si limita a scimmiottare la grammatica della fede e della Chiesa. Piuttosto, insegue la religione nella sfera pubblica, nella battaglia per il riconoscimento. Nella politica e nel diritto. Qui però il Prodigioso Spaghetto non è più specchio deformante, non è l’opposto che ridicolizza. Qui i pastafariani sono camaleonti, si fanno proprio identici ai nemici, ne adottano deliberatamente la logica e la strategia. Si offrono la stessa eccitante lotta per il riconoscimento che è ingrediente fondamentale di gran parte della religione contemporanea. La moltiplicazione delle fedi in società secolarizzate, come nella Repubblica Ceca di Lukáš, ha infatti avuto questo effetto: in risposta a forme di spiritualità intimiste e sincretiche, molti sentono il bisogno di metter fuori la propria identità, di pretendere un riscontro sociale e istituzionale della loro differenza. Simboli e gesti sono spesso non la conseguenza della fede, ma il modo attraverso il quale si cerca la fede. Il credente è tale perché dimostra di non essere come gli altri — come gli atei e i fedeli del Dio sbagliato — e in quella dimostrazione trova la disciplina che lo spinge verso Dio e la gratificazione che lo risucchia nella comunità. »

Con queste parole Marco Ventura svela la vera essenza della provocazione che la “religione pastafariana” inscena. Una provocazione che giunge a mettere in difficoltà il diritto nel momento in cui lo Stato mostra di riconoscere delle eccezioni alla legge in nome di esigenze religiose.

E così i pastafariani, nati per opporsi all’insegnamento del creazionismo accanto all’evoluzionismo nelle scuole del Kansas, non prendono più di mira solo le credenze religiose. Grazie alle loro argute provocazioni lasciano anche intravedere, accanto alle imbarazzanti difficoltà a livello giuridico, il disagio che l’uomo postmoderno ha nei confronti di tutto ciò che riguarda la sfera del sacro e del trascendente.

Nata a Pescara nel 1983, Chiara si laurea in “Letteratura, Musica e Spettacolo” a Roma nel 2007. La laurea magistrale in “Letteratura e lingua. Studi italiani ed europei” arriva nel 2009, anno in cui ha le prime esperienze come educatrice. Attualmente è impegnata, tra le altre cose, nell'ambito dell'insegnamento dell'italiano a studenti stranieri.