Salute

La genetica del Covid: un nuovo studio

article-post
Aggiungi QuotidianPost tra le tue fonti preferite su Google

Mentre la pandemia COVID-19 entra nel suo secondo anno, gli scienziati stanno ancora lavorando per capire come si è evoluto il ceppo SARS-CoV-2 e come è diventato molto più pericoloso di altri coronavirus, con cui gli esseri umani convivono da millenni.

I virologi e gli epidemiologi di tutto il mondo hanno ipotizzato per mesi che una proteina chiamata ORF8 probabilmente abbia la risposta, e un recente studio degli scienziati del Berkeley Lab ha contribuito a confermare questa ipotesi.

In un articolo pubblicato su mBio, l’autore principale Russell Neches e i suoi colleghi mostrano che ORF8 si è evoluto da un’altra proteina del coronavirus chiamata ORF7a e che entrambe le proteine ​​hanno pieghe simili a quella di un anticorpo umano.

Questa scoperta aiuta a spiegare come il virus eviti il ​​rilevamento immunitario ed è in grado di degenerare in una grave infezione in alcuni pazienti. Esplorando le caratteristiche strutturali e funzionali di ORF8 e utilizzando supercomputer per esaminare i genomi di oltre 200.000 virus, abbiamo scoperto una strategia evolutiva sorprendente e molto insolita“, ha detto il coautore Nikos Kyrpides, biologo computazionale del DOE Joint Genome Istituto (JGI).

Sorprendentemente, sembra che all’interno del clade SARS, il gene che codifica per ORF7a sia utilizzato come gene ‘modello‘, rimanendo stabile, con una copia duplicata di questo gene che si evolve fino a un punto quasi irriconoscibile”.

SARS-CoV-2 è scoppiato ed è esploso in una pandemia quando il gene duplicato ORF7a di un ceppo di SARS è mutato portando a una nuova proteina (che ora chiamiamo ORF8) che gli ha dato la capacità di interferire con le cellule immunitarie. Secondo il team, un evento simile si è verificato nel ceppo SARS-CoV che ha causato l’epidemia di SARS nei primi anni 2000.

In quel caso, una copia del gene ORF7a si è divisa in due, dando origine alle proteine ​​ORF8a e ORF8b. Christos Ouzounis, autore senior dello studio e scienziato affiliato al JGI, ha osservato che la connessione tra ORF8 e ORF7a era inizialmente piuttosto difficile da stabilire, a causa di quanto poco si conosceva di questo insieme di geni e delle loro proteine ​​codificate rispetto alle conoscenze esistenti su proteine ​​di superficie (come la famigerata proteina spike) e perché ORF8 e ORF7a attualmente sembrano molto diverse. ORF7a è una proteina altamente stabile e resistente alle mutazioni che interagisce con pochissime proteine ​​ospiti dei mammiferi, mentre ORF8 è codificato dal gene più incline alla mutazione nel genoma virale ed è ora noto per essere coinvolto in dozzine di interazioni nel corpo umano. “I nostri risultati – e la loro conferma da studi paralleli di sequenza e struttura – rivelano che ORF8 è un punto critico evolutivo nella linea della SARS.

La mancanza di conoscenza sul ruolo di questi geni ha distolto l’attenzione sui geni più ben compresi, ma ora sappiamo di più su questo gene e si spera che riceverà più attenzione dalla comunità”, ha detto Kyrpides. Questo lavoro è stato supportato dal progetto ExaBiome, una collaborazione guidata da Berkeley Lab che sviluppa strumenti di supercalcolo per l’analisi del microbioma. JGI è una struttura per gli utenti dell’Office of Science.

Potrebbe interessarti anche

  • preview

    Eliminare questi cibi, può far dimagrire il doppio: cosa dice lo studio

    Eliminare o ridurre drasticamente i cibi ultra-processati dalla propria alimentazione può favorire una perdita di peso quasi doppia, anche senza contare le calorie. È quanto emerge da un recente studio clinico pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Medicine, che ha analizzato l’impatto del grado di trasformazione degli alimenti sulla perdita di peso. Lo studio scientifico […]

  • preview

    Salute sessuale e circolazione: il ruolo chiave dell’attività fisica

    Quando si parla di difficoltà dell’erezione, molti pensano subito a stress, ansia da prestazione o problemi di coppia. In realtà, la salute sessuale maschile è legata in modo diretto anche a ciò che succede nel corpo ogni giorno: circolazione, metabolismo, infiammazione, qualità del sonno e livello di allenamento. Uno stile di vita sedentario, fatto di […]

  • preview

    Il virus RSV non è solo per bambini e anziani

    Quando si parla di RSV (virus respiratorio sinciziale) l’attenzione va quasi sempre a neonati e over 65. Eppure, le evidenze più recenti raccontano un quadro più ampio: anche gli adulti più giovani possono finire in ospedale e, soprattutto, possono portarsi dietro strascichi che durano mesi, tra fiato corto, stanchezza e difficoltà nelle attività quotidiane. Il […]

  • preview

    Melograno: perché il succo fa bene al cuore (ma non per tutti)

    Il succo di melograno non è più solo una bevanda “benessere” di tendenza: negli ultimi anni è diventato un piccolo caso di studio per cardiologi e nutrizionisti. Il motivo è semplice: dentro quei chicchi rubino c’è un mix di polifenoli (punicalagine, antociani e acidi ellagici) che agiscono come antiossidanti e modulatori dell’infiammazione. Quando questi composti […]

  • preview

    Vitamina C come scudo naturale contro l’aria inquinata

    Se vivi in città o in zone dove traffico, fumo da camini, incendi o polveri sottili si fanno sentire, c’è un nemico invisibile che respiri senza accorgertene: le PM2.5. Sono particelle minuscole, capaci di arrivare in profondità nei polmoni e di innescare infiammazione e stress ossidativo. Negli ultimi mesi, un filone di ricerca ha rimesso […]

  • preview

    Misofonia: perché alcuni suoni quotidiani scatenano rabbia e ansia

    La misofonia non è semplice fastidio: per alcune persone un rumore quotidiano come masticare, deglutire, respirare forte, tamburellare con le dita o il ticchettio di una penna può scatenare una reazione emotiva immediata e intensa. Non parliamo di capriccio o di scarsa tolleranza, ma di un meccanismo che coinvolge attenzione, memoria, risposta di allarme e […]

  • preview

    Zenzero e salute: non è solo una tisana

    Lo zenzero è una di quelle radici che molti tengono in cucina “per sicurezza”: un pezzetto nel tè quando arriva il freddo, una grattugiata nei piatti orientali, qualche fetta in infusione dopo una cena pesante. Negli ultimi anni, però, la ricerca sta mettendo ordine tra tradizione e prove: alcuni effetti che sembravano solo “rimedi della […]

  • preview

    Il sole influisce sulla mortalità più di quanto pensiamo

    Ogni inverno si osserva un aumento dei decessi per cause diverse: infezioni respiratorie, eventi cardiovascolari, peggioramenti neurologici e complicanze in persone fragili. È facile dare la colpa solo ai virus stagionali o al freddo, ma c’è un elemento che spesso resta sullo sfondo e invece agisce come un “regolatore” potente: il sole. La riduzione della […]

  • preview

    Un abuso di energy drink può danneggiare il cervello?

    Un caso clinico osservato nel Regno Unito ha riacceso l’attenzione sui rischi legati al consumo eccessivo di energy drink. Un uomo di mezza età, abituato per anni ad assumere quotidianamente grandi quantità di bevande energetiche, ha subito un lieve ictus che ha lasciato conseguenze neurologiche persistenti. Nonostante una ripresa quasi completa, il paziente convive ancora […]

  • preview

    Colesterolo e terapia genica: perché una sola iniezione potrebbe bastare

    Per milioni di persone, tenere sotto controllo il colesterolo significa assumere farmaci per anni, seguire una dieta attenta e fare controlli regolari. Ora, dal mondo dell’editing genetico arriva una pista che potrebbe cambiare le regole del gioco: alcune nuove formulazioni basate su CRISPR stanno mostrando riduzioni profonde e durature dei lipidi “a rischio”, con l’idea […]