Salute

Cresce il numero delle malattie professionali: i dati INAIL spaventano

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Per malattie professionali si intendono quelle patologie legate al lavoro che si possono manifestare anche dopo anni. In soli tre mesi, da gennaio a marzo 2024, il numero delle denunce è salito del 17% rispetto al primo trimestre 2023. Si è passati da 499 a 587. Il dato rimane indicativo di una situazione da correggere nonostante il fatto che molte malattie professionali denunciate non siano poi riconosciute.

Gli esperti sostengono che l’aumento della percentuale negli anni sia legata anche all’allungamento dell’età lavorativa. In media i lavoratori vanno in pensione con più di 40 anni di contributi e bisogna tener conto che sono proprio gli infortuni degli ultrasessantenni a determinare l’impennata con un +18%.

Il quadro INAIL sulle malattie professionali

Nei primi tre mesi del 2024 si sono registrati meno incidenti nell’industria e nel settore dell’artigianato mentre il numero è salito in ambito sanitario. Le denunce sono aumentate per le donne ma gli uomini rappresentano due terzi dei 4 mila circa infortunati sul lavoro nel primo trimestre dell’anno in corso. Come si traduce tutto questo? In 42 persone che ogni giorno – domeniche e festivi inclusi – hanno incidenti sul posto di lavoro. Le morti bianche continuano ad essere in media quattro proprio come nel 2023.

Oltre agli infortuni occorre considerare anche l’insorgenza di patologie legate alla propria occupazione. Le prime tre malattie professionali più denunciate sono le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, le malattie del sistema nervoso e dell’orecchio. Seguono tumori, patologie del sistema respiratorio e disturbi psichici. Se ritenete di soffrire di una malattia professionale ricordate che la denuncia deve scattare entro tre anni e 150 giorni dalla sua manifestazione o si perderà il diritto all’indennizzo.

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