La Tac effettuata sul cropo di Liliana Resinovich non ha rilevato nessun segno di violenza. Nessuna percossa, nessun segno che possa far ipotizzare un omicidio, almeno per ora. Sarà l’autopsia, programmata per oggi pomeriggio, a svelare le cause della morte della donna.
L’esame autoptico verrà svolto dai medici legali Fulvio Costantinides e Fabio Cavalli, e farà finalmente luce sul mistero.
Al momento, il fascicolo aperto dalla Procura resta senza indagati e l’ipotesi che Liliana possa essersi suicidata rimane ancora tangibile.
Tuttavia, gli investigatori stanno focalizzando gli accertamenti su quanto ha riferito il marito di Liliana, il settantaduenne Sebastiano Visentin e su come l’uomo ha trascorso la giornata il 14 dicembre, giorno della scomparsa di Liliana.
Visintin ha raccontato agli inquirenti di essere andato a ritirare dei coltelli al supermercato. L’uomo, fotografo in pensione, svolge l’attività di affilatore di coltelli e ha un laboratorio in cui affila le lame. La mattina della scomparsa di Liliana, sostiene di essere andato a lavorare in laboratorio.
Ora gli inquirenti stanno cercando di verificare la veridicità delle informazioni dell’uomo e gli ultimi spostamenti di Liliana.











