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Il mistero della bioluminescenza: perché il mare si illumina davvero?

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Un viaggio tra le stelle illuminate dai minuscoli organismi bioluminescenti nel mare chiamati dinoflagellati. Ecco il soggetto di un episodio di “Untold Earth”, il programma nato dalla collaborazione tra Atlas Obscura, Nature e PBS Digital Studios. Nel cuore della serie, il desiderio di esplorare quegli incredibili fenomeni naturali che, a dispetto della loro apparente impossibilità, abbelliscono il nostro pianeta. In questa puntata, l’attenzione è rivolta alla bioluminescenza nel mare, quel fenomeno affascinante e misterioso che da sempre nutre la curiosità dell’uomo.

La bioluminescenza, un vecchio mistero ancora non del tutto risolto

Aristotele e Darwin non sono solo due tra i nomi più celebri della storia del pensiero, ma anche tra coloro che, per primi, hanno cercato di comprendere il fenomeno della bioluminescenza. Nonostante la lunga storia di studi, molti aspetti di questa manifestazione rimangono ancora oscuri.

Proprio l’inscrutabilità del fenomeno attrae una grande curiosità tanto che, come afferma Lucy Greeley, ricercatrice e presentatrice della puntata, “la cosa più vicina all’immaginare la bioluminescenza senza essere effettivamente bioluminescenza sono le stelle. È magico che nel cielo tu possa vedere tutte queste stelle e poi nell’acqua tu possa vedere tutte queste altre stelle. Penso che sia questa la cosa che lo rende così affascinante per molte persone”.

Bioluminescenza tra passato e presente

Rob Purser, membro della tribù degli Suquamish, contribuisce al racconto con il suo punto di vista. Gli Suquamish sono un gruppo di nativi americani che vive nell’area nord-occidentale degli Stati Uniti, un luogo in cui la bioluminescenza ha da sempre avuto una presenza importante. “Abbiamo avuto villaggi in tutta questa area immediata, nel Hood Canal e su tutta la penisola di Kitsap. Nonostante ciò, non sappiamo quasi nulla sulla bioluminescenza nel Salish Sea”, racconta Purser.

La bioluminescenza nel Salish Sea

La bioluminescenza non è un fenomeno solo tipico delle acque tropicali, ma caratterizza anche il Salish Sea, un luogo ricco e diversificato dal punto di vista ambientale. “Sono cresciuta a Seattle, Washington, e non sapevo molto della bioluminescenza. Poi ho imparato di questo tirocinio e ho pensato che fosse perfetto”, racconta Lucy.

La bioluminescenza: un meccanismo affascinante

“La bioluminescenza è una reazione chimica che si verifica in un organismo vivente in un ambiente ossigenato”. Ciò che interessa alla ricercatrice sono i dinoflagellati, un gruppo di plancton che, a differenza dei diatomei, sono bioluminescenti.

La ricerca sulla bioluminescenza nelmare: un impegno notturno

Lucy e la sua collega Carrley Smith conducono regolari escursioni in kayak durante le nottate estive per raccogliere campioni di bioluminescenti direttamente dal mare e studiarli in laboratorio. Analizzando i campioni, Lucy è riuscita a identificare quattro specie di alghe bioluminescenti presenti in tutte le sue analisi. Mentre nei fondali marini, dove la luce non penetra, il 90% degli organismi è in grado di emettere bioluminescenza.

Influenza della bioluminescenza sull’ecosistema marino

“Questi bioluminescenti sono molto in fondo nella catena alimentare e quindi servono a produrre molto ossigeno nei nostri ambienti”, sottolinea Lucy. Sono, infatti, food forage per pesci piccoli che a loro volta sono preda per quelli più grandi, come il salmone, e arrivano fino ai mammiferi marini come le foche e le orche. Nonostante questi collegamenti, non sappiamo ancora molto su come queste alghe bioluminescenti possano influire sulla salute dell’ecosistema del Salish Sea. Questa è la sfida che Lucy e Carrley si sono proposte: rispondere a queste domande fondamentali per capire se un aumento di alghe bioluminescenti è buono o cattivo per l’ecosistema, oppure se non ha influenza o se forse se ne tratta di avere il giusto equilibrio di queste specie.

Il desiderio di capire il mistero che avvolge il fenomeno della bioluminescenza è ciò che guida Lucy nella sua ricerca. “È bello avere qualcosa di magico come quello con cui puoi davvero interagire”, conclude Lucy, svelando come l’affascinante enigma della bioluminescenza tenga in sé quel senso di meraviglia che da bambini ci fa scoprire il mondo.

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