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Anagni, la Città dei Papi: cosa vedere nel borgo dello “Schiaffo” che cambiò la storia
Nel cuore della Ciociaria, Anagni custodisce palazzi medievali, vicoli suggestivi e una cripta affrescata tanto spettacolare da essere chiamata la Cappella Sistina del Medioevo.

Adagiata su una collina dalla quale domina la Valle del Sacco, Anagni è una delle città d’arte più affascinanti del Lazio. Situata in provincia di Frosinone, conserva un centro storico ricco di chiese, palazzi nobiliari, archi e strade lastricate che raccontano oltre duemila anni di storia.
È conosciuta soprattutto come la Città dei Papi, perché diede i natali a quattro pontefici: Innocenzo III, Gregorio IX, Alessandro IV e Bonifacio VIII. Tuttavia, il suo passato comincia molto prima del Medioevo. L’antica Anagnia fu infatti uno dei centri principali degli Ernici, la popolazione italica che abitava questa parte del Lazio prima dell’espansione romana.
Il centro storico di Anagni
Il modo migliore per scoprire Anagni è attraversarla lentamente a piedi, seguendo la lunga strada che percorre il centro storico. Tra edifici in pietra, portali decorati e improvvisi scorci panoramici, la città conserva un’atmosfera medievale ancora molto evidente.
Lungo il percorso si incontra il Palazzo Comunale, conosciuto anche come Palazzo della Ragione. Costruito nel XII secolo, colpisce per il grande porticato formato da arcate differenti tra loro. La particolare asimmetria deriva dall’unione di edifici preesistenti, trasformati in un’unica struttura destinata a rappresentare il potere civile cittadino.
Merita una sosta anche Casa Barnekow, facilmente riconoscibile per la facciata decorata, la scala esterna e l’insolito insieme di affreschi, scritte e simboli. L’edificio deve il proprio nome al barone e pittore svedese Albert Barnekow, che lo acquistò nell’Ottocento e lo trasformò in una dimora decisamente originale.
La Cattedrale di Santa Maria
Il monumento più importante di Anagni è la Cattedrale di Santa Maria, costruita tra l’XI e il XII secolo. L’aspetto esterno, austero e imponente, non anticipa completamente la ricchezza custodita al suo interno.

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La chiesa presenta elementi romanici e gotici, un prezioso pavimento cosmatesco e numerose opere d’arte. Accanto alla Cattedrale si trova il Museo, nel quale sono custoditi reliquiari, tessuti, manoscritti e oggetti liturgici legati alla storia religiosa della città.

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Il vero capolavoro, però, si trova sotto il pavimento della chiesa.

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La Cripta di San Magno
La Cripta di San Magno è considerata uno dei più importanti complessi pittorici medievali d’Europa. Le sue pareti e le sue volte sono quasi interamente ricoperte da affreschi realizzati nel XIII secolo da diverse botteghe di artisti.
Le immagini raccontano episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento, il martirio di santi, la storia della salvezza e persino temi legati alla filosofia naturale e alla concezione medievale dell’universo. Colori intensi, figure espressive e scene ricchissime di particolari hanno fatto guadagnare alla cripta il soprannome di “Cappella Sistina del Medioevo”.
La visita alla cripta rappresenta da sola una ragione più che sufficiente per raggiungere Anagni.
Il grande ombrello processionale della Cattedrale di Anagni

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Tra gli oggetti più curiosi custoditi nella Cattedrale di Santa Maria Annunziata di Anagni spicca un grande ombrello processionale dai vivaci colori rosso e oro, collocato nella navata destra, vicino alla Cappella Raoli. Non si tratta di un semplice elemento decorativo, ma dell’ombrellino basilicale, chiamato anche conopeo o umbraculum.
In passato veniva utilizzato per riparare il pontefice durante le processioni; successivamente è diventato un simbolo del legame tra la basilica e il Papa. La sua presenza ricorda, infatti, che la Cattedrale di Anagni possiede la dignità di basilica minore.
La particolare forma a baldacchino e le fasce alternate rosse e dorate, colori tradizionalmente legati al pontificato, attirano immediatamente l’attenzione dei visitatori. Questo singolare oggetto racconta ancora una volta il rapporto profondissimo tra Anagni e la storia della Chiesa, in una città che per secoli accolse pontefici, cardinali e importanti cerimonie religiose.

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Palazzo di Bonifacio VIII e lo Schiaffo di Anagni
Un altro luogo imperdibile è il Palazzo di Bonifacio VIII, collegato a uno degli episodi più famosi del Medioevo.
Nel 1303 papa Bonifacio VIII entrò in conflitto con il re di Francia Filippo IV, detto Filippo il Bello. Il sovrano inviò ad Anagni Guglielmo di Nogaret, affiancato da Sciarra Colonna e da uomini armati, con l’obiettivo di catturare il pontefice.
Bonifacio VIII venne raggiunto e umiliato. La tradizione racconta che Sciarra Colonna lo abbia addirittura colpito al volto, ma gli storici non sono concordi sul fatto che lo schiaffo sia stato realmente dato. Ciò che è certo è l’“oltraggio” subito dal papa, rimasto prigioniero per alcuni giorni prima di essere liberato dagli abitanti.
Il pontefice morì poco tempo dopo. L’episodio, passato alla storia come Schiaffo di Anagni, divenne il simbolo della crisi del potere papale medievale. Visitando il palazzo si possono attraversare sale affrescate, ambienti di rappresentanza e stanze nelle quali sembra ancora di percepire l’eco di quei drammatici avvenimenti. La ricostruzione storica della Cattedrale di Anagni permette di approfondire l’accaduto.
Tommaso Gismondi e la sua casa-museo ai piedi della Cattedrale
Ai piedi della Cattedrale di Anagni si incontra la casa-museo di Tommaso Gismondi, uno dei più importanti scultori italiani del Novecento. Nato ad Anagni nel 1906, divenne conosciuto come “lo scultore del Papa” per le numerose opere realizzate su commissione di Paolo VI e Giovanni Paolo II.

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Gismondi non fu l’autore della Cappella Sistina, ma lavorò per alcuni dei luoghi più prestigiosi del Vaticano. Realizzò, tra le altre opere, le porte in bronzo della Biblioteca Vaticana e dell’allora Archivio Segreto Vaticano, la cattedra di Giovanni Paolo II, una Via Crucis, alcuni bronzi per la Basilica di San Pietro e una pala d’altare destinata alla Cappella Europa. Disegnò inoltre medaglie e monete per la Città del Vaticano.
La sua casa-museo di Anagni conserva sculture, dipinti, bozzetti e calchi utilizzati per la preparazione delle opere. Già all’esterno si possono osservare i particolari cancelli artistici in bronzo e alcune statue, tra cui una suggestiva Madonna con il Bambino e l’autoritratto del maestro seduto mentre lavora.

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La visita a questo piccolo museo permette di scoprire l’opera di un artista profondamente legato alla sua città, capace di portare il nome di Anagni fino in Vaticano e in altri importanti luoghi religiosi italiani.
Cosa mangiare ad Anagni
La visita può concludersi assaggiando i sapori della tradizione ciociara. Tra le specialità locali si incontrano pasta fatta in casa, zuppe di legumi, carni, salumi e formaggi del territorio. Particolarmente conosciuto è il timballo alla Bonifacio VIII, una preparazione ricca e sostanziosa legata simbolicamente al più celebre dei papi anagnini.
La Taverna del Sor Okillo: un angolo di Spagna nel cuore di Anagni
Passeggiando lungo via Vittorio Emanuele, nel centro storico di Anagni, si incontra La Taverna del Sor Okillo, il caratteristico locale di Simone Stazi, conosciuto da tutti come “Sor Okillo”. Entrare in questa taverna significa concedersi un sorprendente viaggio tra i sapori della cucina spagnola senza lasciare la Città dei Papi. La grande protagonista del menù è la paella valenciana, proposta in diverse varianti e accompagnata da tapas e sangria. A rendere l’esperienza ancora più piacevole è proprio Simone, padrone di casa dalla simpatia travolgente, capace di accogliere gli ospiti con calore e di raccontare ogni preparazione con entusiasmo. L’ambiente intimo e conviviale rende il ristorante una tappa particolare per chi, dopo aver visitato la Cattedrale, il Palazzo di Bonifacio VIII e le stradine medievali, desidera concludere la giornata con una cena diversa dal solito.
La Taverna del Sor Okillo si trova in via Vittorio Emanuele 229 e rappresenta un curioso incontro tra l’atmosfera storica di Anagni e i colori della tradizione gastronomica spagnola.
Anagni può essere visitata in una giornata, ma merita tempo e attenzione. Non è soltanto un borgo medievale ben conservato: è un luogo nel quale arte, fede e grandi avvenimenti politici si incontrano. Dalla straordinaria Cripta di San Magno alle sale del palazzo papale, ogni angolo racconta una pagina della storia italiana. Una destinazione sorprendente, perfetta per chi desidera scoprire un Lazio diverso, lontano dai percorsi turistici più scontati.








