Omicidio Lulli, uno dei due ragazzi confessa

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Nuovi agghiaccianti dettagli per l’omicidio di Ismaele Lulli, il ragazzo di 17 anni ucciso da due coetanei a Sant’Angelo in Vado, in provincia di Pesaro.

Igli Meta, uno dei due assassini, avrebbe ammesso di aver ucciso lui Ismaele, per gelosia, insieme a Mario Nema, suo coetaneo: Ismaele avrebbe stretto un’amicizia troppo intima con Ambera, la sua ragazza macedone, e il giovane, di origine albanese, avrebbe deciso di vendicarsi. Ismaele è stato adescato da Igli e Mario con una proposta di un bagno nel fiume Metauro, ma è stato portato in un bosco vicino a una chiesa: qui, dopo essere stato tramortito con un calcio alla testa, è stato attaccato, con nastro adesivo da pacchi, a una croce di metallo e sgozzato, quasi decapitato. Il corpo è stato, poi, gettato in un dirupo e i due ragazzi, poi, sono andati a farsi comodamente un bagno. Mario stava anche cercando di scappare in Albania, ma è stato fermato prima di una fuga. I due hanno agito come se avessero ucciso un uomo in un videogioco.

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Salvatore Asole, avvocato di Igli, ha detto: “Il mio assistito si e’ assunto la piena responsabilita’ dell’omicidio e vorra’ ribadire che non aveva alcuna volonta’ di uccidere“. La piena confessione, oggi, Igli la farà davanti al Pubblico Ministero di Pesaro, Irene Liliu, nel carcere della città marchigiana. Il ragazzo si è anche reso disponibile ad accompagnare il magistrato e i Carabinieri sul luogo dove avrebbe gettato il coltello usato per uccidere Ismaele, al quale voleva solo dare una lezione, come ha lui stesso riferito. Ci sarebbero anche impronte digitali dei due, sul nastro e su un paio di guanti. Ha riferito, in conclusione, l’avvocato Asole: “Igli e Mario Volevano solo spaventarlo, poi la situazione e’ sfuggita di mano. Ora il mio assistito chiede perdono alla famiglia della vittima e agli abitanti di Sant’Angelo in Vado. E’ molto provato”.

Stefano Malvicini