Cronaca
Alessia Pifferi in tribunale accusata della morte della figlia Diana: “Non sono un’assassina”

“Non ho mai fatto del male a mia figlia. Non ho mai voluto ucciderla” queste alcune delle frasi pronunciate ripetutamente da Alessia Pifferi, 38 anni, accusata di aver lasciato morire di stenti la figlia nel luglio di due anni fa.
La bambina all’epoca aveva solo 18 mesi di vita.
La Pifferi ha continuato a difendersi durante la sua deposizione in aula facendo riferimento anche alla sua infanzia, descritta come triste e solitaria, senza amici. Ha raccontato di essere cresciuta con un padre violento ma che in realtà è l’unica persona che le abbia mai voluto bene sul serio.
Inoltre, Alessia Pifferi ha puntato l’indice contro la sua famiglia accusandoli di non averla mai messa al corrente dei problemi psicologici di cui soffriva. “Se me ne avessero parlato, mi sarei curata e oggi non ci troveremmo in questa situazione”.
La sorella di alessia Pifferi ha replicato “Sono tutte bugie, è una bugiarda cronica”.
Alessia Pontenani, Avvocata difensore della Pifferi, ha disposto nel frattempo una ulteriore perizia psichiatrica allo scopo di avallare la diagnosi di turbe psichiche e gravi ritardi cognitivi, descrizione estrapolata dalle pagelle scolastiche della Pifferi dai 6 agli 11 anni, periodo in cui è stata seguita da un insegnante di sostegno.
Il Pubblico Ministero Francesco De Tommasi ha consentito l’acquisizione agli atti della documentazione scolastica prodotta dalla difesa della Pifferi, ma non all’effettuazione di un’ulteriore perizia psichiatrica dell’imputata. Il PM De Tommasi ha infatti dichiarato che non vede alcuna correlazione tra i fatti ora contestati e quel periodo della vita di alessia Pifferi. Come ribadito anche dall’avvocato di parte civile Emanuele De Mitri che rappresenta la madre e la sorella della Pifferi, la persona di cui si legge in quella documentazione scolastica oggi non c’è più, si tratta di 30 anni fa. Ora bisogna giudicare il comportamento della donna nel luglio del 2022.









