Paola Barbato e Mattia Surroz ci presentano 10 ottobre

Arriva in libreria e in fumetteria il primo volume di 10 OTTOBRE, la nuova serie di Paola Barbato con i disegni dal tratto efficace e ricco di atmosfere di Mattia Surroz. Suspense e colpi di scena per un racconto drammatico e senza via di scampo, che cattura il lettore dalla prima all’ultima pagina.

Arriva in libreria e in fumetteria il primo volume di 10 OTTOBRE, la nuova serie di Paola Barbato con i disegni dal tratto efficace e ricco di atmosfere di Mattia Surroz. Suspense e colpi di scena per un racconto drammatico e senza via di scampo, che cattura il lettore dalla prima all’ultima pagina.

Inizio subito chiedendo: è già fissata la “scadenza” del fumetto ? Ovvero si conosce di quanti numeri sarà composta la serie?

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PB: Certo, saranno quattro volumi a cadenza bimestrale.

MS: Non era chiaro all’inizio, infatti ha una struttura complessa, basata su un ritmo costante e cadenzato, potrebbe reggere diverse forme di pubblicazione.

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Seguo e conosco Paola da una vita. “10 ottobre” mi ha trasmesso angoscia dalla prima pagina del fumetto … Paola secondo te cos’è la LIBERTA’?

PB: È un concetto estremamente elementare eppure difficile da definire. È la facoltà di tradurre la nostra volontà in azione, nel rispetto degli altri. Poter scegliere e decidere per se stessi fintanto che la scelta non danneggia il prossimo. La libertà è anche un fatto interiore, questa volontà bisogna anche trovarla dentro di noi, non è automatica, molti condizionamenti non vengono riconosciuti o sono così comodi che non si tenta di scardinarli.

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Secondo voi, non entrando nello specifico del fumetto, NOI siamo fatti per un MONDO PERFETTO?

PB: Non siamo una specie perfetta, se avessimo un mondo perfetto lo faremmo a pezzi in un paio di generazioni.

MS: Quello di 10 ottobre vorrebbe essere un mondo perfetto, ma non lo è.

Per risponderti, direi di no, perché anche tentando di controllare , o cancellare tutto quello che può diventare un problema, o un pericolo, rimangono troppe variabili incontrollabili.

Lo dimostrano i protagonisti della nostra storia.

Siamo tutti diversi, quindi credo che l’equilibrio raggiunto nella società che raccontiamo sia posticcio, illusorio.

Chiedo nello specifico a Mattia a cui faccio i complimenti per il lavoro svolto: quale è stata la cosa più difficile da realizzare delle richieste fatte da Paola?

MS: Ti ringrazio moltissimo per i complimenti.

La cosa più difficile, quella su cui ho convogliato sostanzialmente tutte le energie, è stato il tentativo di non banalizzare la scrittura di Paola. Una scrittura che forse non è mai stata tanto affilata nella sua carriera di sceneggiatrice. Il lavoro più grande ha riguardato sicuramente due aspetti. Il primo, l’attenzione maniacale a restituire tutte le sfumature che descrivono i personaggi, tutti distanti da qualunque stereotipo, soprattutto per la recitazione. Il secondo, creare un’atmosfera straniante, dalla regia al colore, in netto contrasto con l’atrocità della storia. 

A Paola chiedo: cosa ti resta di questo primo volume di “10 ottobre”?

PB: Io non riesco a disgiungere il primo dagli altri, per me è un unico fluire, e so dove va a finire. Mi trasmette molta malinconia per ciò che avrebbe potuto essere e non è stato.

Chiudo chiedendo ad entrambi: “10 ottobre”  per voi cosa rappresenta?

PB: Il tentativo di autodeterminarsi anche di fronte a meccanismi giganteschi che inevitabilmente ci stritoleranno. Eppure si può sempre dire “no”.

MS: 10 ottobre non è solo il mio esordio in Bonelli, non è solo la storia più lunga e complessa che io abbia raccontato. È il coronamento di un sogno, quello di lavorare con Paola. È un lungo viaggio, in cui ho capito moltissimo su come fare fumetti e come intendo farlo , in cui ho creato personaggi a cui voglio e vorrò sempre tanto bene, ed è sicuramente il punto cardinale da cui ripartire per tutte le storie che verranno.