Tra il 2015 e il 2016, l’Italia si accorgeva che la disoccupazione, soprattutto di persone formate anche a livello universitario, aveva spinto tantissimi senza lavoro ad aprire micro attività imprenditoriali artigianali, creative di consulenza varia. Da molto tempo, quella categoria di professionisti chiamata free-lance chiedeva una gestione della contabilità più semplice e snella, soprattutto per chi era all’inizio. Chiedeva un fisco più leggero e semplice da applicare, un sistema burocratico fiscale semplice e veloce. Il Regime forfettario affiancò il regime dei minimi. Per il regime forfettario sono state introdotte delle novità per il 2020, vediamo le caratteristiche principali anche alla luce di questi cambiamenti.
Definizione di Regime forfettario su Partita IVA
Nell’Agenzia delle Entrate troviamo due schede, la seconda elenca le principali novità 2020. Innanzitutto, il regime forfettario viene definito come “regime naturale per le persone fisiche che esercitano attività di impresa, arte o professione in forma individuale“. Per fare richiesta di accesso al regime forfettario agevolato bisogna leggere bene i requisiti e le cause di esclusione. Al regime possono accedere anche soggetti già in attività, non esistono scadenze o numeri di anni di attività, età anagrafica da rispettare.
Richiedere l’accesso al regime forfettario: due informazioni importanti
La richiesta di accesso al regime forfettario avviene con il modello AA9/12 usato per dare comunicazione di inizio attività: si crea la partita IVA e verrà assegnato il codice numerico relativo.
- Chi ha già un’attività di impresa, arte o professione che rispetta i crediti di accesso applica il regime semplicemente durante l’applicazione delle tasse.
- Chi invece da comunicazione di inizio attività deve dichiarare di voler applicare il regime forfettario per non precludere l’accesso al regime stesso.
Semplificazioni del regime forfettario
Il contribuente a regime forfettario applica sul reddito imponibile un’unica imposta sostitutiva del 15%. Su dichiarazione dei redditi coprirà l’Irpef, le addizionali regionali e comunali, l’Irap. Chi inizia nuove attività ha ulteriori agevolazioni e sconti che servono a favorire la crescita economica del nuovo lavoro. Oltre a quanto scritto, l’Agenzia delle Entrate elenca diverse semplificazioni contabili e fiscali. Eccone alcune.
I contribuenti che applicano il regime forfetario hanno queste semplificazioni e agevolazioni rispetto all’ordinario e ai minimi.
- Non addebitano l’Iva in fattura ai propri clienti né detraggono l’imposta assolta sugli acquisti,
- Sono esonerati dagli obblighi di liquidazione e versamento dell’imposta e di presentazione della dichiarazione annuale
- Non sono tenuti a registrare le fatture emesse, i corrispettivi e gli acquisti
- Non devono applicare le disposizioni relative all’obbligo di fatturazione elettronica. Tuttavia, a favore dei contribuenti che, pur essendo in regime forfetario, hanno un fatturato annuo costituito esclusivamente da fatture elettroniche, è previsto un regime premiale: il termine di decadenza per la notifica degli avvisi di accertamento è ridotto di un anno, ossia a quattro anni anziché gli ordinari cinque.
- Sono esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili, fermo restando l’obbligo di tenere e conservare i registri previsti da disposizioni diverse da quelle tributarie
- Sono esclusi dall’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale
- Non devono operare le ritenute alla fonte, ad eccezione di quelle sui redditi di lavoro dipendente e sui redditi ad essi assimilati. Tuttavia, nella dichiarazione dei redditi, devono indicare il codice fiscale di chi ha percepito redditi per i quali non è stata operata la ritenuta e l’ammontare degli stessi
- Non sono soggetti a ritenuta d’acconto in relazione ai ricavi o compensi percepiti. A tal fine, devono rilasciare un’apposita dichiarazione al sostituto per attestare che si tratta di reddito soggetto a imposta sostitutiva.











