Economia

Pensione anticipata nel 2025: beffa per i nati nel 1963

Quota 103 è stata prorogata al 2025 e porta delle penalizzazioni per i nati nel 1963.

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La Legge di Bilancio ha prorogato quota 103 e si applica nello specifico ai lavoratori che maturano i requisiti per quota 103 durante il 2025. Questi requisiti consistono nel raggiungimento di almeno 62 anni di età e 41 anni di contributi.

Attenzione però, chi andrà in pensione con quota 103 nel 2025 subirà, di fatto, una doppia beffa. Infatti, il calcolo contributivo e la revisione al ribasso dei coefficienti di trasformazione potrebbero trasformare questa opzione in una vera e propria trappola finanziaria.

Cos’è quota 103

Quota 103 è stata introdotta in maniera temporanea per permettere permettere ai lavoratori di di uscire dal mercato di lavoro con una flessibilità maggiore. Per poter accedere a questa opzione, bisogna rispettare due requisiti, ovvero:

  • 62 anni di età
  • 41 anni di contributi versati

Ci sono però alcune penalizzazioni. Prima di tutto l’assegno pensionistico viene calcolato con il metodo contributivo, un metodo che prende in considerazione solo i contributi effettivamente accantonati durante gli anni di lavoro. Inoltre questo metodo è ancor più penalizzante a causa dei coefficienti di trasformazione.

C’è anche la questione finestre mobili, ovvero il tempo che passa tra la maturazione dei requisiti per la pensione e l’effettiva percezione dell’assegno.

La beffa per i nati nel 1963

I lavoratori che andranno in pensione nel 2025 a 62 anni dovranno fare i conti con una doppia penalizzazione. Da una parte, accettare quota 103 vuol dire optare per il calcolo contributivo. Inoltre, i coefficienti di trasformazione più bassi ridurranno ulteriormente l’importo della pensione.

Dunque si tratta di un problema assolutamente non trascurabile per quelli nati nel 1963.

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