Da quest’anno le pensioni potranno beneficiare di un aumento legato al meccanismo di perequazione, che permette di adeguare gli importi all’inflazione. Infatti, per i trattamenti pensionistici fino a quattro volte il minimo, è prevista una rivalutazione provvisoria dello 0,80% con la possibilità di eventuale conguaglio a fine anno.
L’indice di adeguamento per il 2024, rispetto al 2023, è stato confermato al 5,4%.
Il meccanismo di rivalutazione
Il meccanismo di rivalutazione delle pensioni si basa su un sistema a fasce e una maggiore attenzione viene rivolta agli assegni di importo più basso, i quali beneficiano di un adeguamento pieno. Mentre gli assegno con importo più elevato sono soggetti ad una rivalutazione più bassa.
Anche nel 2025 sarà adottato il criterio delle fasce differenziate e con questa modalità l’importo delle pensioni fino a quattro volte il minimo sarà rivalutato applicando il tasso dello 0,80%. Per gli importi compresi tra quattro e cinque volte il minimo, il tasso di rivalutazione sarà ridotto al 90% dello 0,80%, quindi allo 0,72%.
Mentre per gli assegni superiori a cinque volte il minimo, verrà applicata una rivalutazione pari al 75% dello 0,80%, ovvero dello 0,60%.
Il trattamento minimo
L’importo minimo è pari a 598,61 euro subirà una rivalutazione aggiuntiva del 2,2% per il 2025, arrivando così a 616,67 euro. Per il 2026 la rivalutazione aggiuntiva sarà dell’1,3%. Nel 2025 è previsto un aumento di 8 euro al mese per 13 mensilità a beneficio di coloro che percepiscono l’assegno sociale e hanno almeno 70 anni.
Si tratta di un aumento che riguarda pensionati previdenziali e assistenziali, ciechi titolari di pensione, soggetti di età superiore a 18 anni, invalidi civiil totali, sordomuti o ciechi civili assoluti titolari di pensione.










