Pensione

Pensioni: meglio l’uscita anticipata o Quota 41?

Anche nel 2025 sono confermate Quota 41 e pensione anticipata. Ecco quale conviene.
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Quota 41 oppure uscita anticipata, questo è il dilemma che molto spesso occupa i pensieri dei futuri pensionati. Ma qual è la soluzione migliore? Lo scopriamo in questo articolo.

Quota 41 e pensione anticipata: come funzionano?

Prima di scoprire qual è la soluzione migliore, facciamo un passo indietro e andiamo a vedere come funzionano Quota 41 e pensione anticipata. Quota 41 non prevede nessun limite anagrafico, ma richiede 41 anni di contributi versati. Per aderire a Quota 41 bisogna soddisfare almeno uno di questi requisiti:

  • Essere in stato di disoccupazione da almeno 3 mesi
  • Invalidità superiore o pari al 74%
  • Essere caregiver
  • Essere un lavoratore con mansioni faticose
  • Essere un lavoratore con mansioni gravose

Mentre per accedere alla pensione anticipata questi sono i requisiti:

  • 41 anni e 10 mesi di contribuzione se lavoratrice
  • 42 anni e 10 mesi di contribuzione se lavoratore

Pensione anticipata o Quota 41: ecco quale conviene

Indubbiamente il trattamento previdenziale più conveniente è quello relativo alla pensione anticipata. Se è vero infatti che richiede dai 10 ai 34 mesi in più di contribuzione, offre comunque maggiori vantaggi rispetto a Quota 41. A partire da una maggiore accessibilità.

Cioè premesso, entrambe le opzioni sono soggetto al calcolo contributivo per i versamenti effettuati a partire dal 1996. Quindi, se si esce molto in anticipo, verrà applicato al calcolo finale un coefficiente di trasformazione molto basso. Il risultato sarà un assegno previdenziale piuttosto contenuto, anche se più elevato rispetto a quello previsto uscendo con Quota 103 e Opzione Donna.

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