Economia
Quota 100: e si va in pensione

Introdotta nella prossima legge di bilancio, la cosìdetta Quota 100 prenderà il suo studio e considera appunto 100 come somma tra i dati anagrafici (età) e gli anni contributivi. Insomma, si potrebbe andare in pensione ad esempio con 60 anni di età e 40anni di contributi versati. In realtà non è così, perchè pare sia stato stabilito un valore minimo pari a 64 anni di età e 36 di contributi. Potrebbero però essere utilizzati delle misure che cambierebbero tali dati.
Misure in discussione: quali?
- Utilizzo di un BONUS per chi pur avendo l’età pensionabile rimane nel mondo del lavoro;
- Eliminazione ape sociale;
- Opzione Donna, a favore delle lavoratrici a cui basterebbero 35 anni di contributi e 58 anni di contributi se libere professioniste, 57 se dipendenti;
- Quota 41, per chi raggiunge 41 anni di contributi e può andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica.
- Utilizzo dei Contributi figurativi, riconosciuti al dipendente senza alcun esborso monetario.
Cosa sono i contributi figurativi?
Si tratta di contributi concessi al dipendente pubblico o statale corrisposti ai fini pensionistici. Servono a coprire o incrementare (dipende dai casi) alcuni periodi di inattività del soggetto, tra cui:
- assenze per donare il sangue;
- servizio militare;
- riposi giornalieri;
- congedi e malattie;
- malattie o infortuni sul lavoro;
- aspettativa.
Il problema delle pensioni dovrà pertanto essere trattato nella prossima Legge di Bilancio, sperando che si trovi una soluzione definitiva.









