Economia
Recovery Fund: cos’è e come funziona?

Per risolvere crisi regionali ed economiche molto gravi non esisteva il Recovery Fund ma un altro meccanismo emergenziale. L’Unione Europe aveva adottato con l’accordo di tutti i Paesi comunitari e con molte polemiche in corso, il Mes, Meccanismo Europeo di Stabilità e anche Fondo Salva Stati. Il non troppo vecchio meccanismo di aiuti con crediti e prestiti, non era idoneo per affrontare una pandemia gravata su tutti i paesi europei che già da tempo stanno affrontando diverse crisi e stanno elaborando delle riforme strutturali interne molto complesse.
La crisi è opportunità: la filosofia dietro al Recovery Fund
Il Recovery Fund doveva essere una misura straordinaria destinata solo a finanziarie quelle aree importanti per affrontare la crisi sanitaria. Far crescere quelle aree connesse alla sanità che permettono di studiare vaccini, nuove cure, nuovi materiali e strumenti di protezione dalla salute. Parliamo quindi di formazione, sviluppo e anche parte dell’industria. Di fatto, il secondo nome del Recovery Fund è Next Generation EU (NGEU) per i sette anni 2021 e 2027. Non si parla solo di ripresa dalla crisi ma anche di trasformazione o transazione ecologica, rivoluzione tecnologica e industriale dei paesi che beneficeranno degli aiuti.
Recovery: quanti soldi sono distribuiti ad ogni paese?
Il Recovery Fund approvato dal Consiglio Europeo di Luglio mette a disposizione ben 750 miliardi di euro. 390 miliardi sono sovvezioni mentre 360 miliardi sono prestiti da restituire. L’Italia in tutto riceverà 208,8 miliardi di euro: 81,4 a fondo perduto (da non restituire), 127,4 sotto forma di prestiti.
Questi soldi arriveranno nel primo trimestre 2021 ma si parla già di poter ricevere un anticipo del 10%. Infatti, l’iter di richiesta prevede l’invio entro il 15 ottobre di piani nazionali con un progetto di sviluppo e strumenti per affrontare la crisi. Il tempo di lettura e valutazione di questi piani è di circa due mesi, gli Stati pur rispettando la data del 15 ottobre verranno considerati presentati formalmente dal 1 gennaio.
L’impegno di Giuseppe Conte a quasi metà della sua legislatura
Giuseppe Conte, il 15 settembre 2020 ha presentato con una Conferenza Stampa il documento dell’Italia per il Recovery Fund, il titolo è: Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza #NextgenerationItalia. Riguarda cambiamenti e riforme strutturali importanti che riguardano l’industria, le infrastrutture, la tecnologia, la transizione ecologica, la sanità. Riguarderà punti scottanti della macchina amministrativa italiana da velocizzare e rendere meno costosa. Nel testo infatti capitoli dedicati alla riforma del fisco, della giustizia e del lavoro. Fanno parte di questo grande impegno preso dall’Italia nei confronti dell’Europa sull’uso dei fondi RF.









