Di piatti strani, estremi e, a volte, anche pericolosi ce ne sono veramente tanti. Ma c’è un piatto che incarna perfettamente la tradizione giapponese del classico rischio calcolato, la bellezza e la precisione. Stiamo parlando del fugu, il famoso pesce palla velenoso. Non è solo un semplice piatto, ma anche una vera e proprio esperienza a tutto tondo. Un solo boccone può regalare dei sapori unici, ma anche la morte.
Nonostante tutto, ogni anno in Giappone sono migliaia le persone che lo ordinano e che lo consumano con il massimo della tranquillità. Certo, hanno un bel coraggio dato che si trovano davanti a un piatto potenzialmente mortale.
Ma cos’ha di così tanto speciale questo piatto? Come mai viene consumato nonostante contenga uno dei veleni più letali che ci siano, ovvero la tetrodotossina?
Il fascino pericoloso del fugu
Il fugu è uno di quei piatti che sembra nato appositamente per mettere a dura prova il coraggio di chi lo vuole assaggiare. Come abbiamo detto in precedenza, contiene la tetrodotossina nelle sue viscere, nel fegato e nelle ovaie. La cosa incredibile è che circa 1200 volte più tossica del cianuro e non esiste alcun tipo di antidoto. Bastano solamente due milligrammi per paralizzare completamente i muscoli, compreso il diaframma, portando così a una lenta e terribile morte per asfissia. Un vero e proprio incubo.
Data la sua enorme pericolosità, la preparazione del fugu viene fatta solo da chef altamente specializzati che devono affrontare un lungo e rigoroso addestramento che può durare anche più di tre anni. Al termine del percorso bisogna affrontare un esame pratico e teorico, in modo tale da ottenere la licenza ufficiale che viene concessa dalle autorità sanitarie locali.
Un piatto che racchiude una storia millenaria
La storia del fugu è affascinante e risale a oltre duemila anni fa, anche se per diversi secoli è stato vietato. Infatti, durante il periodo di Edo, tra il 1603 e il 1868 diversi shogun proibirono la vendita a causa dei numerosi decessi avvenuti. Poi nel Novecento, grazie a tecniche culinarie più sicure, il fugu tornò nei menu.
Oggi, in Giappone, è consentita la vendita solamente nei ristoranti autorizzati. Ad ogni modo, questa incredibile sfida tra vita e morte continua ad attirare turisti e curiosi da tutto il mondo.
Come viene servito
Il taglio classico è il sashimi di fugu. In sostanza si tratta di fettine trasparenti che vengono disposte dando vita alla forma di crisantemo che, tradizionalmente, viene associato alla morte. Il sapore è particolarmente delicato, quasi neutro. La cosa che colpisce maggiormente è la sua consistenza, gommosa ma molto piacevole.
Ci sono poi altre interpretazioni come il fugu fritto, in brodo caldo, o addirittura in forma di sake.
Decessi e leggende
Le restrizioni non mancano, ma nonostante questo il fugu spesso fa parlare di sé. In passato, i casi di avvelenemtanto accidentale sono stati protagonisti delle cronache giapponesi, soprattutto quando cuochi senza licenza lo cucinavano in casa. Ma ancora oggi, purtroppo, tante persone muoiono ogni anno per aver preparato il fugu da soli o per averlo mangiato illegalmente.
Non mancano poi delle leggende. Ad esempio, si narra che alcuni samurai lo mangiavano come ultimo pasto prima del seppuku, come una vera e propria prova di forza. Addirittura si dice che alcuni yakuza lo servivano ai rivali per valutare la loro fiducia.
Il fugu è vietato in molti paesi
Il fugu è vietato in vari paesi del mondo. Ad esempio, negli Stati Uniti è illegale praticamente in ogni stato, a parte qualche ristorante certificato a New York. In Europa, invece, la sua importazione è controllata in maniera estremamente rigorosa o proibita. Eppure, nonostante tutto, il fugu continua ad affascinare. Si tratta di un rituale, una sfida incredibile e una fiducia clamorosa in chi lo prepara.











