Ci sono piatti capaci di catturare l’attenzione, ma allo stesso tempo di creare un certo imbarazzo. Nel gelo estremo dell’Artico, sopravvivere è sempre stata una grande sfida, il clima è estremo e anche il cibo lo è. Questo è il mondo degli Inuit e uno dei piatti più tradizionali è il muktuk: pelle e grasso di balena serviti crudi, bolliti o fritti.
Naturalmente il muktuk non è solo un semplice piatto, ma è anche una vera e propria dimostrazione dell’identità culturale. Per molti occidentali è un piatto assolutamente da evitare, ma per chi vive in Groenlandia o Alaska, il muktuk è un simbolo di vita, un legame con l’ambiente.
Cos’è il muktuk
Il muktuk è, come detto, composto dalla pelle esterna della balena e dallo strato sottostante di grasso che è spesso tra i 2 e i 5 centimetri. Viene tagliata a cubetti e solitamente servita con la pelle nera ancora attaccata.
La versione originale del muktuk viene consumata cruda, a temperatura ambiente o appena scongelata. Inoltre, può anche essere bollita o fritta, a seconda delle preferenze. Il gusto è molto particolare, viene descritto come gommoso ma burroso, con delle note marine e un retrogusto oleoso. In tanti lo paragonano a un mix tra calamaro crudo e burro marino.
Un cibo che ha molti benefici
Il muktuk è un piatto che deve essere capito e per farlo occorre avere una mentalità aperta. Gli Inuit sostengono che ogni parte dell’animale deve essere rispettata e utilizzata.
Inoltre, è bene ricordare che nel rigido clima articolo, frutta e verdura erano praticamente impossibili da trovare per secoli. Grazie al suo elevato contenuto di vitamina C e D, il muktuk ha permesso a intere generazioni di Inuit di evitare la malattie legate alla carenza di nutrienti, come lo scorbuto.
Sappiamo infatti che il grasso fornisce energia immediata, fondamentale in ambienti dove il corpo deve bruciare numerose calorie per mantenere la temperatura corporea.
Un’esperienza culinaria fuori dal comune
Il primo impatto con il muktuk, per chi non lo conosce, è particolare sia dal punto di vista visivo che tattile. Pezzi lucidi, bianchi e neri, con una consistenza molto simile alla gomma, tagliati a cubetti. Per quanto riguarda il gusto, al palato il muktuk risulta freddo, gommoso, resistente alla masticazione ma con un senso di calore e sazietà che arriva subito dopo.
Ci sono poi delle interpretazioni moderne nelle quali il muktuk viene servito con salse piccanti o salsa di soia, o fritto in padella con le cipolle.
Non mancano le critiche
Quando si parla di piatti così estremi e bizzarri, non mancano le critiche e le polemiche. Dunque, anche il muktuk è spesso al centro di controversie soprattutto da parte di associazioni animaliste.
La caccia alla balena da parte degli Inuit è legale e regolamentata, dunque è molto diversa dalla caccia commerciale. Si tratta quindi di diritti culturali che sono regolarmente riconosciuti a popolazioni indigene che sopravvivono proprio grazie a questa pratica.
Ma nonostante questo, per gli Inuit il rispetto per l’animale è assolutamente primario. Ogni singola parte viene utilizzata e nulla è sprecato. Il cibo non rappresenta un semplice consumo, ma connessione con la natura, gli antenati e in generale la comunità.
Il muktuk nel mondo
Ancora oggi il muktuk si trova nei mercati delle comunità Inuit e viene addirittura servito in alcune scuole per mantenere vive le tradizioni. Fa parte anche di alcuni programmi culturali per le nuove generazioni. Dunque, nonostante le tante difficoltà del mondo moderno, la cultura alimentare Inuit rimane intatta e dunque restano vivi piatti come, appunto, il muktuk.
Alcuni chef nordici hanno iniziato ad approcciarsi a questi ingredienti, pur essendo consapevoli che l’accesso è limitato e deve essere trattato con grande rispetto, fornendo interpretazioni moderne.











