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Da 10.000 euro l’ora: il prezzo altissimo degli incendi e cosa rischia chi li provoca
Dietro ogni Canadair che decolla c’è un costo enorme per la collettività: ecco come vengono pagate le operazioni contro gli incendi boschivi.

Ogni estate le immagini dei Canadair e degli elicotteri antincendio impegnati a domare le fiamme diventano familiari in tutta Italia. Dietro ogni intervento, però, si nasconde una domanda che molti cittadini si pongono: chi paga il costo di queste operazioni?
La risposta è semplice: nella maggior parte dei casi il conto viene sostenuto dallo Stato e dalle Regioni, quindi dalla collettività. Tuttavia, quando viene individuato il responsabile dell’incendio, la legge prevede conseguenze molto pesanti, sia sul piano penale sia su quello economico.
Quanto costa far volare un Canadair?
Spegnere un incendio boschivo dall’alto è un’operazione estremamente complessa e costosa. Un Canadair CL-415, impiegato nella flotta aerea antincendio dello Stato, può effettuare decine di lanci d’acqua nel corso della stessa missione, ma ogni ora di volo comporta spese elevate.
Le stime disponibili indicano che il costo operativo di un Canadair può arrivare a circa 10.000 euro per ogni ora di volo, considerando carburante, manutenzione, personale e gestione del velivolo.
Anche gli elicotteri antincendio rappresentano un investimento significativo. I mezzi più grandi e performanti possono avere costi operativi di circa 5.000 euro l’ora, variabili in base al modello utilizzato e alla tipologia di intervento.
Per gli incendi più estesi, che richiedono l’impiego contemporaneo di più aeromobili per diverse ore o addirittura per più giorni, la spesa complessiva può raggiungere centinaia di migliaia di euro.
Chi sostiene questi costi?
La gestione degli incendi boschivi è disciplinata dalla Legge n. 353 del 2000, che attribuisce competenze sia alle Regioni sia allo Stato.
Le Regioni organizzano le attività di prevenzione e coordinano gli interventi sul territorio, disponendo spesso di proprie flotte di elicotteri.
Quando l’emergenza supera le capacità regionali, interviene la flotta aerea nazionale, coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile, che mette a disposizione Canadair e altri mezzi specializzati.
Le risorse economiche necessarie provengono dai bilanci pubblici, finanziati attraverso la fiscalità generale. In altre parole, quando il responsabile non viene individuato, il costo degli interventi ricade su tutti i cittadini.
Se viene trovato il responsabile, deve pagare?
Sì. Chi provoca un incendio boschivo può essere chiamato a rispondere non solo penalmente, ma anche civilmente.
Oltre alle pene previste dal Codice Penale, il responsabile può essere condannato a risarcire i danni causati, comprese le spese sostenute per le operazioni di spegnimento, i danni ambientali e, nei casi previsti, gli interventi necessari per il recupero delle aree devastate dalle fiamme.
Le pene previste dal Codice Penale
L’articolo 423-bis del Codice Penale distingue tra incendio doloso e incendio colposo.
Chi appicca volontariamente un incendio boschivo rischia una pena particolarmente severa, con la reclusione da quattro a dieci anni.
Anche chi provoca un incendio per negligenza, imprudenza o imperizia può essere perseguito penalmente e rischia la reclusione da uno a cinque anni.
Le pene possono aumentare quando il rogo interessa aree naturali protette oppure provoca danni ambientali di particolare gravità.
Terreni bruciati: niente speculazioni edilizie
La normativa italiana prevede anche misure per impedire che gli incendi vengano utilizzati a fini speculativi.
Le aree percorse dal fuoco sono infatti soggette a specifici vincoli che limitano la possibilità di modificare la destinazione d’uso o realizzare nuove costruzioni, proprio per evitare che un incendio possa trasformarsi in un’opportunità di profitto.
Un costo enorme per tutti
La maggior parte degli incendi boschivi in Italia è riconducibile all’azione dell’uomo, sia per comportamenti dolosi sia per gravi negligenze.
Ogni decollo di un Canadair o di un elicottero antincendio rappresenta un intervento indispensabile per salvare vite umane, abitazioni e patrimonio naturale, ma comporta anche un costo elevatissimo sostenuto dalla collettività.
Per questo motivo la prevenzione resta l’arma più efficace: evitare anche un solo incendio significa proteggere l’ambiente e risparmiare ingenti risorse pubbliche che potrebbero essere destinate ad altri servizi essenziali.








