In un mondo nel quale la gastronomia continua a spingersi sempre più oltre, il confine tra il cibo classico e quello che viene considerato ripugnante è spesso solo culturale. Di piatti tanto estremi quanto curiosi ce ne sono veramente tanti e uno di questi è il Witchetty grub, ovvero una grossa larva bianca che viene consumata dagli aborigeni australiani da migliaia di anni.
Ammettiamolo: per chi è abituato al cibo standard, la sola idea di mangiare un grosso insetto può essere veramente inquietante. Ma questa creatura, in realtà, non è solamente una prova estrema di coraggio culinario, ma anche un concentrato di nutrizione, storia e connessione molto profonda con la natura.
Cos’è il Witchetty grub?
Il Witchetty grub in realtà non è semplicemente un singolo insetto. Infatti, è il termine utilizzato in Australia per indicare le larve di diverse falene della famiglia Cossidae. Queste larve si possono trovare nel legno delle radici di piante come l’albero del witchetty bush che cresce nelle zone aride dell’Australia centrale.
Le larve sono molto grosse e hanno una colorazione bianco-crema. Il corpo è segmentato e la testa è scura. Possono raggiungere una lunghezza di circa 12 centimetri e per diversi secoli sono state una risorsa alimentare assolutamente fondamentale per gli aborigeni australiani, soprattutto per le donne che le trovavano scavando a mani nude.
Valore nutrizionale non indifferente
Per le popolazioni aborigene, il Witchetty grub non era solamente un cibo da consumare in condizioni di emergenza, ma una vera e propria prelibatezza ricca di sostanze nutritive. Contiene infatti una quantità molto elevata di proteine, grassi buoni e micronutrienti come ferro, zinco e vitamina B1. Insomma, un piatto estremo e inquietante ma anche ricco di cose positive.
La larva rappresentava un modo efficiente per sostenere l’organismo durante le durissime condizioni climatiche tipiche del deserto australiano. Ancora oggi viene considerata un simbolo di sopravvivenza e connessione totale con la natura. Non a caso viene celebrata nelle tradizioni, nei canti cerimoniali e addirittura nella pittura rupestre.
Come si mangia?
Bene, abbiamo visto che il Witchetty grub è anche un cibo sano, ma probabilmente questo non basta a convincerti a volerlo provare. Ad ogni modo, chi ha avuto il coraggio di assaggiarlo racconta esperienza molto diverse, in base al metodo di preparazione che può essere:
- Crudo: il Witchetty grub viene consumato subito dopo essere stato estratto dal legno. Ha una consistenza morbida e cremosa all’interno e il sapore ricorda vagamente quello dell’albume d’uovo crudo misto a noci. C’è chi lo paragona al latte di cocco per la sua dolcezza
- Cotto: viene arrostito sulla brace o su una piastra rovente. L’esterno, in questo caso, diventa particolarmente croccante, mentre l’interno si solidifica in una consistenza simile al pollo. Il sapore è più intenso e si possono percepire note tostate
Nel corso degli ultimi anni, alcuni ristoranti australiani di alto livello hanno reintrodotto il Witchetty grub nei menu, cercando di nobilitare questa creatura inserendola in piatti raffinati.
Uno piatto che crea imbarazzo per noi occidentali
Non possiamo negare che per molti occidentali, l’idea di mangiare un insetto comporta un forte disgusto. Attenzione però, non dimentichiamoci che nel mondo ci sono circa due miliardi di persone che consumano regolarmente insetti, come parte integrante della dieta. Pensiamo ad esempio ai grilli in Messico, alle formiche in Colombia o ai bruchi in Africa. Dunque, il Witchetty grub non è poi un piatto così strano e diverso da questi, è semplicemente un esempio di come la natura sia in grado di offrire risorse nutrizionali alternative.
D’altronde, anche l’ONU ha spesso incoraggiato il consumo di insetti come soluzione sostenibile al crescente fabbisogno alimentare globale. Sappiamo che gli insetti richiedono meno acqua, meno spazio e meno mangime rispetto agli animali da allevamento. Inoltre, cosa molto importante, producono meno emissioni.











