Sul rientro a scuola il 7 gennaio inizia a paventare i primi dubbi persino Lucia Azzolina, che fino ad adesso era stata la più agguerrita circa la necessità ineluttabile degli alunni di far rientro a scuola.
Eppure, adesso, è proprio lei che a ridosso delle feste di Natale sembra essere afflitta da qualche perplessità, frutto forse anche delle pressioni degli esperti che spingono verso il “no” categorico alle riaperture. È stata proprio la Ministra, nelle scorse ore, ad ammettere che riaprire le scuole: “resta il nostro obiettivo, ma si dovrà fare una valutazione della situazione a fine anno con un piano credibile e pronto per la sua attuazione“.
Intanto Agostino Miozzo sostiene la riapertura. A detta dell’esperto, infatti “la seconda ondata di contagi non è dipesa dalle scuole“. Mentre Gianni Rezza è di opinione opposta: “Analizzando i dati non è possibile dire se le scuole potranno essere riaperte in sicurezza“.
È per il no anche il governatore del veneto Luca Zaia, secondo il quale la riapertura al 7 di gennaio provocherebbe un vero e proprio disastro. Zaia afferma: “se il 7 gennaio si aprono le scuole in una situazione come questa è possibile che ci faremo del male“.
Insomma, ancora troppe incertezze sulle riaperture, soprattutto a fronte del fatto che a rappresentare un pericolo non sono solo le scuole in sé, ma anche e soprattutto i mezzi di trasporto, veicolo oramai tristemente noto di contagio.











