Shakuntala Devi il computer umano

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Non tutti, erano a conoscenza dell’esistenza di una donna soprannominata il computer umano, capace di battere il calcolatore nei conti matematici. Il suo nome era Shakuntala Devi, nata a il 4 novembre 1929 a Bangalore, India. All’età di 3 anni era già capace di risolvere qualsiasi problema matematico, mentre proseguendo nella sua crescita, a soli 6 anni ottenne un master in matematica presso l’università di Mysore e un dottorato a 8. Le sue capacità geniali in età infantile la disponevano allo stesso livello di uno studente universitario, mentre, tutto ciò che riusciva a perpetrare era solo frutto della sua genialità, poiché, non ebbe nessun insegnante al suo fianco. Da piccola il padre ne sfruttò tali facoltà, facendola esibire in un circo, inoltre era concorde, per aiutare la sua famiglia, a partecipare ad eventi televisivi e radiofonici.SHAKUNTALA DEVI

Nel 1977 all’università di Dallas, riuscì a calcolare la radice quadrata ventitreisima in soli 50 secondi, esattamente 10 secondi in meno di un calcolatore elettronico.

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Incredibile fu la moltiplicazione di due cifre di 13 numeri date a caso dal computer, calcolata in 28 secondi, che la fece entrare nel 1982, nel libro dei Guiness dei primati.

Shakuntala devi non si occupava soltanto di computi matematici, ma aveva  anche interessi per la scrittura, infatti editò vari libri che trattavano di astrologia, cucina, novelle e romanzi. Morì il 21 Aprile 2013 per problemi cardiaci e respiratori nell’ospedale di  Bangalore, ad oggi è stata creata una fondazione a suo nome per l’istruzione di bambini poveri.GOOGLE

Per commemorare la sua perdita, nel giorno del suo 84esimo compleanno, il colosso Google le ha dedicato sulla home page Americana un doodle raffigurante  il suo ritratto associato a dei numeri di una calcolatrice.

La scienza continua ad interrogarsi come siano possibili tali capacità nei soggetti definiti geni, ma attraverso vari studi si è capito che nessuna misura comportamentale, tra cui quoziente di intelligenza , memoria di lavoro , o abilità matematiche , migliorano le prestazioni, al contrario è il volume dell’ippocampo che ne cambia i risultati. Tratto da uno studio the national academy of sciences of the united states of america.

ippocampo

Il cervello, come tutti gli altri organi tende ad atrofizzarsi, poiché il potere mentale aumenta unicamente con l’esercizio e l’allenamento. Pensiamo, inoltre, che il cervello non segue le regole dell’età, nel senso che anche a 90 anni un individuo può conseguire una laurea in medicina. Oltretutto in età neonatale le fibre non essendo del tutto rivestiste dalla mielina, e non funzionando in pieno, limitano i ricordi di quel periodo. Si calcola che il nostro cervello abbia una memoria, in termini elettronici, di mille terabyte.

‘’Più si ragiona è più diventa facile continuare a ragionare’’

Si è giunti a credere che la creatina sia capace di aumentare la velocità di calcolo, poichè accresce la quantità di energia che serve al cervello per eseguire calcoli matematici, potrebbe essere stato questo il segreto di Shakuntala Devi, aver avuto una gran quantità di proteina?

albert eisteinIn più diversi studi hanno appurato che il cervello di Albert Einstein era iperconnesso. Cioè disponeva di un corpo calloso, più spesso della media e ciò permetteva alle informazioni di emigrare più velocemente dall’emisfero destro a quello sinistro. Creando una iperconnessione tra il lato del cervello fantasioso, d’immaginazione ed emotivo e quello analitico, calcolatore e razionale.

Tale studio internazionale, fu condotto e guidato dalla East China Normal University di Shanghai, università che si basa su tecnologie leader nel campo dell’ingegneria genetica, sulla costruzione e l’analisi di modelli animali funzionali del cervello, impegnata nelle ricerche sistematiche delle funzioni cerebrali avanzate come l’apprendimento e la memoria, geni, cellule, reti di neuroni e comportamenti cognitivi , al fine di rivelare i principi di base di funzioni cognitive cerebrali. Gli studi si basano inoltre su 5 specializzazioni Genomica e proteomica cerebrali ricerche , Costruzione e analisi di modelli animali di funzioni cerebrali, La codifica neurale dell’apprendimento e della memoria, Regolazione molecolare delle funzioni del gene del cervello, e Elaborazione delle informazioni sensoriali-percettive e plasticità neuronale.

Nasciamo geni per le connessioni neurali  più sviluppate nell’ippocampo?

Oppure per la scoperta di una possibile rigenerazione dei neuroni?

Grazie allo studio di due neurobiologi di Princeton, E. Gould e C. Gross  si è compreso, che  il cervello non resta con gli stessi neuroni per tutta la vita. Ma viene a prodursi un  nuovo flusso di cellule, che viaggiando fino alla corteccia cerebrale; maturano e, una volta giunte lì, creano nuove connessioni con le altre cellule del cervello,  il quale accresce e si modifica giorno dopo giorno. Tutt’ora  la scienza sta elaborando altri studi definiti segreti top secret.

alieni

Onoriamo l’ingegno e lo studio di illustri geni della storia, che hanno portato all’evoluzione della scienza, ma ora vorrei porvi un dilemma, e se i soggetti definiti geni fossero modificazioni genetiche o incroci tra diverse razze aliene, potrebbe essere la risposta a tutti i nostri quesiti?

 

NEL TEMPO E NELLE FORME MI ADEGUO ALLA MATERIA

Autore  A. Amonymous