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Caldo africano, c’è finalmente una data: ecco quando l’Italia potrebbe tornare a respirare

Le ultime elaborazioni del modello europeo ECMWF indicano un possibile cambio di scenario dopo giorni di temperature estreme. Ma la svolta non sarà uguale in tutta Italia: ecco cosa potrebbe accadere tra l'8 e il 10 agosto

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Dopo settimane di caldo intenso e con una nuova ondata africana pronta a investire gran parte dell’Italia, milioni di persone si pongono la stessa domanda: quando finirà davvero questa calura?

Le ultime elaborazioni del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF) iniziano a delineare una possibile risposta. Sebbene sia ancora presto per parlare di certezze assolute, i modelli mostrano un segnale sempre più consistente: la svolta potrebbe arrivare nel weekend dell’8 e 9 agosto, con un calo delle temperature che potrebbe estendersi a gran parte della Penisola entro lunedì 10 agosto.

Il caldo non durerà per tutto agosto

Nei giorni scorsi molti scenari ipotizzavano un dominio dell’anticiclone africano per gran parte del mese. Le elaborazioni più recenti raccontano però una storia diversa.

Secondo il modello europeo ECMWF, la nuova fiammata di caldo raggiungerà il suo apice tra il 2 e il 5 agosto, con temperature diffusamente superiori ai 35 °C e punte vicine ai 40 °C nelle aree del Centro-Nord e di 35 °C nel sud e Isole Maggiori.

Successivamente, l’alta pressione potrebbe perdere forza, favorendo l’ingresso di correnti più fresche capaci di interrompere la lunga fase di caldo intenso.

La data da segnare sul calendario

Se l’attuale tendenza verrà confermata dai prossimi aggiornamenti, sabato 8 agosto rappresenterà l’inizio del cambiamento.

Secondo lo scenario prospettato da ECMWF:

  • 8 agosto: primi temporali e calo delle temperature al Nord;
  • 9 agosto: il fronte fresco si estenderebbe anche al Centro;
  • 10 agosto: il refrigerio potrebbe raggiungere gran parte del Sud e delle Isole.

Ciò non significa l’arrivo dell’autunno, ma il ritorno a valori più vicini alle medie stagionali, con un clima decisamente più sopportabile rispetto ai giorni precedenti.

Perché bisogna essere prudenti

Le previsioni oltre una settimana devono sempre essere interpretate con cautela.

Lo stesso ECMWF utilizza un sistema ensemble, cioè decine di simulazioni diverse che permettono di stimare la probabilità degli scenari futuri. Più ci si allontana nel tempo, maggiore è l’incertezza delle previsioni.

Per questo motivo non è ancora possibile affermare con certezza che il caldo terminerà l’8 o il 10 agosto. È però il periodo che, allo stato attuale, presenta il segnale più convincente di un cambio di circolazione.

Italia divisa anche durante la svolta

Il cambiamento potrebbe non avvenire nello stesso momento ovunque.

Le regioni del Nord sarebbero le prime a beneficiare dell’arrivo dell’aria più fresca, accompagnata anche da temporali localmente intensi.

Il Centro potrebbe vedere una diminuzione delle temperature tra domenica 9 e lunedì 10 agosto.

Al Sud, invece, il caldo potrebbe resistere qualche ora in più, pur con un progressivo ridimensionamento dell’anticiclone africano.

Un’estate ancora lunga

Anche se il break venisse confermato, non significherebbe la fine dell’estate.

Agosto resta infatti un mese statisticamente molto caldo e nuove espansioni dell’anticiclone africano sono ancora possibili nella seconda parte del mese. Le tendenze stagionali indicano infatti temperature mediamente superiori alla norma sul Mediterraneo, anche se intervallate da fasi più fresche di origine atlantica.

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni

Per il momento, quindi, la prospettiva più probabile è questa:

  • caldo molto intenso fino ai primi giorni di agosto;
  • picco dell’ondata tra il 2 e il 5 agosto;
  • primi segnali di cambiamento nel weekend dell’8-9 agosto;
  • possibile calo termico più diffuso entro lunedì 10 agosto, se i prossimi aggiornamenti confermeranno l’attuale tendenza.

La parola definitiva arriverà comunque solo con gli aggiornamenti dei prossimi giorni, che permetteranno di capire se il “muro” dell’anticiclone africano verrà davvero abbattuto o se il caldo riuscirà ancora una volta a prolungare la sua permanenza sull’Italia.

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