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Strade bianche contro il caldo, la speciale vernice che può abbassare la temperatura fino a 10 °C. Ecco come funziona davvero

Le città cercano nuove soluzioni contro il caldo estremo: dagli Stati Uniti arrivano i test con speciali rivestimenti riflettenti che riducono la temperatura dell'asfalto e possono contribuire a mitigare l'effetto "isola di calore" nelle aree urbane.

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Con il caldo estremo che negli ultimi anni sta mettendo in difficoltà molte città del mondo, cresce l’interesse verso nuove tecnologie capaci di contrastare il fenomeno delle “isole di calore urbane”. Tra le soluzioni più discusse c’è una speciale vernice riflettente applicata direttamente sull’asfalto, già sperimentata in diverse città degli Stati Uniti e in altri Paesi.

Le immagini delle strade dipinte di bianco hanno fatto il giro del mondo e qualcuno ha parlato di un abbassamento della temperatura addirittura di 10 gradi. Ma cosa c’è di vero? E soprattutto, come funziona questa tecnologia?

Cos’è la vernice riflettente per l’asfalto

La cosiddetta cool pavement coating è un rivestimento ad alta riflettanza solare progettato per respingere una parte della radiazione del Sole invece di assorbirla come avviene con il tradizionale asfalto nero.

L’asfalto convenzionale può assorbire fino al 90-95% dell’energia solare, raggiungendo nei mesi estivi temperature superficiali superiori ai 60 °C. La vernice riflettente aumenta invece l’albedo, cioè la capacità della superficie di riflettere la luce solare, riducendo il calore accumulato durante la giornata.

L’esperimento di Los Angeles

Uno dei progetti più studiati è quello realizzato a Los Angeles, nel quartiere di Pacoima, una delle aree più calde della città.

Qui sono stati trattati oltre 700.000 piedi quadrati di strade, parcheggi, campi sportivi e altre superfici asfaltate con uno speciale rivestimento riflettente.

I risultati sono stati incoraggianti, ma anche più sfumati rispetto ai titoli sensazionalistici.

Secondo le misurazioni effettuate dai ricercatori:

  • la temperatura della superficie stradale è diminuita fino a circa 10 °F, pari a circa 5-6 °C, rispetto all’asfalto tradizionale;
  • durante le ondate di calore la temperatura dell’aria nelle aree trattate è risultata fino a 1,9 °C inferiore rispetto alle zone vicine non trattate.

Da dove nasce il dato dei “10 gradi”

L’affermazione secondo cui la temperatura sarebbe diminuita di 10 gradi può essere corretta solo se si parla della superficie dell’asfalto e in alcuni casi anche in gradi Fahrenheit, non della temperatura dell’aria percepita.

La differenza è importante.

Una strada meno calda significa infatti meno calore accumulato durante il giorno e rilasciato nelle ore serali, contribuendo a mitigare l’effetto “isola di calore”, ma non trasforma automaticamente una giornata da 40 °C in una da 30 °C.

Gli studi più recenti parlano generalmente di una riduzione della temperatura dell’aria compresa tra circa 0,2 e 2 °C, mentre la superficie stradale può raffreddarsi di diversi gradi in più.

Una tecnologia studiata in tutto il mondo

L’interesse verso i cosiddetti cool pavements è in forte crescita.

Una revisione scientifica pubblicata nel 2024 su Case Studies in Construction Materials conclude che i rivestimenti riflettenti rappresentano una delle strategie oggi più promettenti per ridurre il surriscaldamento delle pavimentazioni urbane. In particolare, le vernici bianche hanno mostrato le migliori prestazioni, con riduzioni della temperatura superficiale che possono superare gli 11 °C in determinate condizioni sperimentali.

Anche l’Environmental Protection Agency (EPA) degli Stati Uniti considera i “cool pavements” una delle tecnologie più efficaci per limitare l’effetto isola di calore nelle città, soprattutto se integrati con alberature, tetti riflettenti e aree verdi.

Non mancano però i limiti

Gli stessi ricercatori invitano alla prudenza.

Una superficie molto riflettente può infatti aumentare l’abbagliamento e riflettere parte della radiazione verso i pedoni o gli edifici circostanti.

Per questo motivo molti esperti sottolineano che la vernice non può essere considerata una soluzione unica, ma deve essere inserita in un piano urbano più ampio che comprenda anche alberi, ombreggiamento, materiali innovativi e una migliore progettazione degli spazi pubblici.

Potrebbe arrivare anche in Europa?

L’aumento delle ondate di calore sta spingendo numerose amministrazioni europee a valutare interventi simili.

Le temperature record registrate negli ultimi anni hanno reso evidente quanto le superfici asfaltate contribuiscano al surriscaldamento delle città, soprattutto nei quartieri con poco verde.

La ricerca continua a migliorare questi materiali, cercando di aumentare la capacità riflettente senza creare effetti indesiderati per pedoni e automobilisti.

La vernice “raffrescante”, quindi, non è una soluzione miracolosa, ma rappresenta una delle tecnologie più promettenti oggi disponibili per rendere le città più resilienti ai cambiamenti climatici. Se affiancata ad alberature, parchi urbani e una progettazione sostenibile, potrebbe contribuire in modo significativo a ridurre il caldo estremo che ogni estate mette sempre più a dura prova le aree urbane.

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