Slack accusa Microsoft: concorrenza sleale

Il reclamo è diretto soprattutto a Microsoft Teams: ecco perché

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Slack contro Microsoft: reclamo alla Commissione Europea per accusare Microsoft di concorrenza scorretta. La società protagonista di questa vicenda, realizza e gestisce un popolare software di chat e strumenti per la collaborazione in ambito aziendale. Il reclamo presentato accusa Microsoft di abusare della propria posizione dominante sul mercato, per impedire ai concorrenti di avanzare nel settore. In particolare, l’accusa riguarda l’avere integrato Teams, un software simile a Slack, all’interno del suo popolare pacchetto Office, in modo da non rendere necessario il ricorso a soluzioni esterne, determinando l’impossibilità per aziende come Slack di concorrere alla pari.

Slack vs Microsoft: ecco tutta la storia

Slack eroga servizi e funzioni per effettuare chiamate e video chiamate, condividere documenti e programmare attività a distanza. Era ritenuta la società più promettente e utile sul mercato. Nata nel 2014, si è fatta conoscere pian piano tra le piccole aziende statunitensi, ottenendo sempre maggiore visibilità, grazie alle sue promozioni e servizi gratuiti per piccoli gruppi di lavoro.

Come Slack, anche Microsoft Teams consente di scriversi in tempo reale ed effettuare videoconferenze. In più è anche integrato con tutti gli altri programmi di Office, utilizzati in ambito aziendale per la produzione di documenti e la gestione di dati. Con un abbonamento ad Office, Teams è compreso nel prezzo ed è da subito disponibile. Questo, è proprio ciò che ha fatto “storcere il naso” al team di Slack, non permettendo la scelta di utilizzare un software concorrente, che inoltre dovrebbe essere pagata a parte.

Lo scorso trimestre, l’azienda accusatrice, ha dichiarato ricavi pari a 202 milioni di dollari, il 50% in più rispetto all’anno precedente. Con più di 122 mila clienti per la sua versione a pagamento, e l’introito dato dalle licenze annuali, Slack ha una buona stabilità economica. Eppure, il team ha dichiarato che senza la politica aggressiva di Microsoft, le cose sarebbero potute andare molto meglio.

Il reclamo

In realtà, un reclamo presentato alla Commissione Europa non implica necessariamente l’avvio di un’indagine, poiché non esistono vincoli per le istituzioni europee. Nonostante ciò, c’è comunque la volontà di indagare ed eventualmente sanzionare le grandi aziende tecnologiche, che hanno da sempre posizioni dominanti sul mercato. D’altronde, le leggi AntiTrust non vietano l’assunzione di un ruolo di rilievo nel mercato, pur prevedendo norme e divieti per impedire abusi verso i concorrenti.

Uno dei legali di Slack, ha spiegato che i responsabili di Microsoft, “Hanno realizzato una copia più debole del nostro prodotto e l’hanno legata al loro prodotto dominante, Office, forzandone l’installazione e impedendone la rimozione: una fotocopia del loro comportamento illecito durante la ‘guerra dei browser’. Slack chiede alla Commissione Europea di prendere provvedimenti per assicurarsi che Microsoft non possa proseguire nello sfruttare il proprio potere per passare da un mercato all’altro, offrendo o legando insieme i suoi prodotti”.

Considerati i precedenti e le multe decise contro alcune grandi aziende informatiche, Slack confida che in Europa ci possa essere una maggiore sensibilità sul tema e disponibilità a occuparsene, rispetto agli Stati Uniti. Nel caso in cui la Commissione Europea decidesse di accogliere il reclamo, potrebbero essere necessari diversi mesi prima delle conclusioni dell’indagine e la decisione di eventuali provvedimenti nei confronti di Microsoft.