Turchia, mandati di arresto per 46 persone sospettate di essere affiliate al Mossad

Ankara mette in stato di fermo 46 persone accusate di essere manovrate dal Mossad

Attività di spionaggio internazionale e di ricognizione e conduzione di rapimenti per conto del Mossad, il principale e influente servizio di intelligence israeliano: queste le accuse che l’ufficio del procuratore di Istanbul ha emanato nei confronti di 46 persone, di cui 33 già arrestate e sottoposte a stato di fermo. Altre tredici persone sono in questo momento ricercate in tutta la Turchia, riferisce l’agenzia turca Anadolu, affermando che le 33 persone arrestate sono state raggiunte dalle forze di sicurezza del paese in 57 località di otto province turche diverse. Sono tutte accusate di aver portato avanti e promosso attività per conto del Mossad, soprattutto a partire dalla giornata del 7 ottobre che ha segnato un peggioramento delle relazioni diplomatiche tra Ankara e Tel Aviv nel quadro della guerra tra Israele e Hamas.

A confermare la fine delle indagini e l’inizio della caccia agli altri sospettati di essere agenti del Mossad è stato il ministro dell’Interno Ali Yerlikaya. Condividendo un video sui social media in cui si vedono all’opera gli agenti della Millî İstihbarat Teşkilâtı (MIT), il servizio segreto di Ankara, il ministro ha detto che alle persone sospettate sono stati sequestrati 157.300 dollari più diverse armi e munizioni detenute in maniera illegale. “Non permetteremo attività di spionaggio che mettano a repentaglio la nostra unità nazionale”, ha detto Yerlikaya sui social. Il mese scorso il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un discorso relativo alle attività presenti e future del Mossad disse che il servizio israeliano aveva avuto “l’ordine di uccidere la leadership di Hamas in qualunque parte del mondo”. Turchia compresa, visto che i legami tra Hamas e il presidente Recep Tayyp Erdogan si sono rafforzati molto negli ultimi anni, a tal punto che il sostegno alla causa palestinese da parte del leader turco ha portato quest’ultimo a un duro scontro con Netanyahu, accusato di essere “un nuovo Hitler” per quanto sta avvenendo a Gaza.

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Secondo quanto detto dal capo dell’agenzia di sicurezza interna israeliana Shin Bet, Ronen Bar, in una registrazione resa nota dall’emittente israeliana Kan, Israele dara la caccia agli esponenti di Hamas in paesi come Turchia, Qatar e Libano su ordine del Gabinetto di guerra istituito dopo il 7 ottobre. Un avvertimento che è stato preso seriamente dall’intelligence turca che ha dichiarato all’agenzia Anadolu che non permetterà agli israeliani di assassinare o attentare alla vita dei membri di Hamas residenti in Turchia.

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