Cessate il fuoco, Netanyahu tira dritto: a Rafah anche con accordo con Hamas. Guterres avverte della pericolosità dell’operazione

Netanyahu continua a ripetere che l'operazione a Rafah ci sarà. Il segretario delle Nazioni Unite Guterres: si arrivi a una tregua

Cessate il fuoco nelle mani di Hamas che a ore dovrebbe decidere se accettare o meno la proposta israeliana mediata dall’Egitto in merito a uno stop alle armi di 40 giorni e alla consegna dei 33 ostaggi in cambio di palestinesi detenuti nelle carcere israeliane. Secondo un funzionario del gruppo ascoltato da Al Jazeera, ci sono elementi positivi nell’accordo, ma l’assenza di una ritirata certa dell’esercito da Gaza e una tregua non definitiva ma soltanto temporanea mette a rischio il tutto.

E intanto se gli Stati Uniti, in testa il segretario di stato Anthony Blinken, fanno pressioni sul movimento affinché decida quanto prima, il primo ministro Benjamin Netanyahu sembra procedere spedito verso la tanto agognata operazione militare a Rafah, che ci sarebbe a prescindere dalla conclusione positiva degli accordi di cui si parla da giorni. Un punto di vista che collima con quello statunitense che da mesi mette in guardia Tel Aviv da un’operazione del genere, che creerebbe l’ennesima catastrofe dell’area, ma Netanyahu, spinto dall’anima di estrema destra del suo governo, non sembra voler retrocedere di un millimetro.

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Netanyahu in un incontro con la famiglia degli ostaggi ha parlato della volontà, ripetuta più volte negli ultimi mesi, di portare a termine una “vittoria finale” contro Hamas, che secondo il premier e l’esercito è presente nella città confinante con l’Egitto tramite quattro battaglioni. “L’idea che fermeremo la guerra prima di raggiungere tutti i suoi obiettivi è fuori questione. Entreremo in Rafah ed elimineremo i battaglioni di Hamas lì, con o senza un accordo, per ottenere la vittoria totale”, ha detto Netanyahu, dando così ragione alle componenti estremiste del suo governo – i ministri Ben Gvir e Smotrich – le quali continuano a minacciarlo di fargli cadere il governo in caso di accordo con Hamas.

Però l’operazione militare continua a essere ritenuta pericolosa e secondo molti esperti permetterebbe alla Corte Penale Internazionale di avere materiale probante su cui basare un potenziale mandato di arresto. Secondo il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, “tutti i membri del Consiglio di sicurezza, e molti altri governi, hanno chiaramente espresso la loro opposizione a tale operazione. Faccio appello a tutti coloro che hanno influenza su Israele a fare tutto ciò che è in loro potere per impedirlo“. Concorda con Guterres anche il capo dell’Unrwa, Philippe Lazzarini, che in una conferenza stampa a Ginevra ha respinto diverse voci di stampa israeliane secondo cui l’esercito avrebbe già cominciato a evacuare i civili da Rafah.

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