Un omicidio in carcere a Viterbo ha generato la rabbia della Polizia Penitenziaria

Gli agenti denunciano da settimane le pessime condizioni di sicurezza del carcere di Viterbo

Un detenuto è stato ucciso dal suo compagno di cella nel carcere di Mammagialla a Viterbo. Secondo le prime ricostruzioni l’uomo è morto in seguito a un possibile strangolamento. La tragedia si è consumata nella notte tra l’altro ieri e ieri e sono tutt’ora in corso le indagini delle Forze dell’Ordine per accertare la dinamica che ha portato alla morte del detenuto.

Secondo quanto riportato da ViterboToday, l’omicidio sarebbe scaturito dopo una lite nata per futili motivi, in seguito il colpevole si sarebbe scagliato contro il suo compagno di cella, avvolgendogli le mani al collo per poi strangolarlo.

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A nulla è servito l’intervento della polizia penitenziaria nel tentativo di salvare la vittima. Subito dopo la tragedia sono partite le indagini e gli inquirenti hanno eseguito anche un sopralluogo e rilievi nella cella dove si è consumato il fatto.

L’omicidio ha scatenato le proteste del sindacato USPP che, tramite Daniele Nicastrini Segretario regionale USPP Lazio, ha denunciato le condizioni di lavoro degli agenti all’interno della Casa Circondariale di Viterbo:

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Solo lo scorso 13 dicembre, abbiamo rappresentato la gravità in cui versa il carcere di Viterbo all’amministrazione penitenziaria, che servono urgenti misure di supporto a un servizio che vede una carenza di personale che non permette alcun livello di sorveglianza dei ristretti facendo venire meno anche ogni possibilità d’intervento in casi come purtroppo vede il gravissimo fatto di ieri sera“.