Sembra quasi uno scenario siderale e futuristico tratto dal film Intelligenza Artificiale di Steven Spielberg, invece è pura realtà.
Un uomo, Alan Sinclair, ha fatto crioconservare la moglie morta di cancro a 66 anni, nella speranza di poterla “risvegliare” quando verrà trovata una cura per il cancro che gliel’ha portata via. Questo è stato possibile grazie ad una assocazione no-profit, la Cryonics Institute.
Alan spiega: “L’obiettivo della sospensione nel liquido di azoto a -196° C è la conservazione di tessuti, organi e cervello dopo che il cuore smette di battere. Prima, il sangue del paziente viene sostituito con crioprotettori. Il processo è noto come vetrificazione. Io penso che questa sia una possibilità e che è comunque meglio sperare che essere mangiati dai vermi, quindi mi sono detto perché no. Gli scienziati fanno progressi continuamente, non c’è motivo per cui non dovrebbero riuscire a fare una cosa del genere. Hanno rianimato vermi di milioni di anni fa, perché non è possibile immaginare una cosa del genere con noi? Bisogna solo riparare il danno che ci ha fatto morire“.
La moglie di Alan ovviamente non ha ricevuto una sepoltura, e si trova al Cryonics Institute. Ogni anno, per il suo compleanno, viene ricordata dai famigliari attraverso la targa commemorativa che la famiglia usa per questi eventi speciali.











