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Veronica Yoko Plebani conquista Vogue: “La bellezza è complessità”

Atleta paralimpica, medaglia di bronzo a Tokyo 2020 nel Triathlon Veronica Yoko Plebani ha conquistato la cover di Vogue di Gennaio, un traguardo davvero inaspettato per la campionessa. Veronica si è mostrata in tutta la sua bellezza e ha posto l’accento sulle diversità ma anche sulla complessità dell’apparire spiegando molto del suo vissuto.
La Plebani ha condiviso sui social gli scatti pubblicati dal prestigioso magazine e si è detta molto soddisfatta, ha poi accompagnato le immagini con una didascalia in cui prova a spiegare la sua posizione: “Spero di rappresentare la mia comunità in una fase così importante. Auguro a tutti voi più fiducia per quest’anno, lasciate che la magia accada”. Da quando è piccola ha sempre dimostrato una passione per lo sport, ha praticato varie discipline poi a 15 anni ha avuto una meningite fulminante batterica che le ha causato la perdita delle dita dei piedi e delle falangi delle mani.
Veronica non ha tuttavia perso di vista i suoi obiettivi e appena uscita dall’ospedale e ha recuperato le forze ha partecipato alla maratona di New York. Poi si è dedicata allo snowboard e alla canoa fino a raggiungere risultati sportivi inaspettati che le hanno conferito il titolo di campionessa e di atleta professionista in più discipline. A Tokyo ha conquistato la medaglia di bronzo ma anche numerosi altri riconoscimenti.
Veronica Yoko Plebani: “Non ho mai odiato il mio corpo”
A Vogue Veronica ha parlato anche del suo corpo affermando che nonostante gli effetti lasciati dalla malattia non lo ha mai odiato, lo considera uno strumento per raggiungere i suoi obiettivi e non un limite: “Ho sempre pensato al mio corpo come a uno strumento per fare cose, non come a un limite. Anzi, le cose più straordinarie le ho fatte dopo che il mio corpo ha subito questa trasformazione”.
Infine l’atleta esalta la diversità della bellezza e pone l’accento sulle sue molteplici e a tratti infinite complessità: “La bellezza è complessità. I fiori sono tutti diversi l’uno dall’altro ma nessuno dice mai che quelli diversi non sono adatti, non sono belli o non dovrebbero avere uno spazio nel mondo”.









