Salute

XXVII Giornata mondiale di lotta contro l’Aids

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Domani si celebra la XXVII Giornata mondiale di lotta contro l’Aids, istituita per la prima volta nel 1988 per volontà dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

« Nel 2014 in Italia – si legge nel comunicato stampa dell’Istituto superiore di sanità3.695 persone hanno scoperto di essere Hiv positive, un’incidenza pari a 6,1 nuovi casi di sieropositività ogni 100 mila residenti. E’ quanto emerge dalla fotografia scattata dal Centro Operativo Aids (COA) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) che pubblica annualmente un fascicolo del Notiziario dedicato all’aggiornamento dei due flussi di sorveglianza: quello delle nuove diagnosi di Hiv e quello dei casi di Aids.

L’incidenza, ossia le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2014, non mostra particolari variazioni rispetto ai tre anni precedenti e colloca il nostro Paese al 12° posto nell’Unione Europea. Le regioni che hanno mostrato un’incidenza più alta sono state il Lazio, la Lombardia e l’Emilia-Romagna.»

Le persone tra i 25 e i 29 anni sono quelle più colpite dal virus dell’Hiv e la maggioranza delle nuove diagnosi « è attribuibile a rapporti sessuali senza preservativo, che costituiscono l’84,1% di tutte le segnalazioni»

Inoltre nel comunicato stampa dell’Istituto superiore di sanità si legge che l’incidenza di nuovi casi di Aids risulta stabile negli ultimi tre anni. Una bella notizia considerando l’aumento dei casi registrato in Europa. «Il sistema di sorveglianza ha registrato lo scorso anno 142mila nuove infezioni nei 53 paesi della regione europea dell’Oms, di cui circa 30mila nella sola Unione Europea, il numero più alto mai visto da quando è iniziato il conteggio. Sono in aumento, segnala un rapporto Oms-Ecdc, le nuove infezioni dovute a rapporti omosessuali, che erano il 30% nel 2005 mentre ora sono il 42%, mentre quelle dovute a rapporti eterosessuali sono il 32%. Marginale invece l’apporto di nuove infezioni da parte di tossicodipendenti che usano droghe iniettabili, appena il 4,1%.»(Ansa.it)

L’aumento del numero di contagi può essere dovuto da una parte alla diminuzione del numero delle campagne informative e alla scarsa attenzione dei media, dall’altra al calo dei morti per Aids. Sostanzialmente si è modificata la percezione che le persone hanno della gravità dell’Aids che, anche se oggi è una malattia curabile, non è ancora guaribile.

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