Salute

34enne ricoverata dopo Astrazeneca: il parere degli esperti

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Una donna di 34 anni si trova attualmente ricoverata al San Martino di Genova dopo la somministrazione del vaccino Astrazeneca.

La donna aveva avvertito un forte mal di testa e per questo motivo si era recata autonomamente al pronto soccorso. Dai primi esami effettuati è emerso un livello basso di piastrine nel sangue. La donna era stata vaccinata lo scorso 27 maggio con Astrazeneca.

Il basso livello di piastrine nel sangue è uno dei sintomi della trombocitopenia, che è stata riconosciuta come un effetto collaterale dei vaccini Astrazeneca e Johnson&Johnson. Tuttavia, secondo quanto riferito dai medici, la paziente è cosciente e non presenta sintomatologia associabile a trombosi.

Qualche giorno fa invece il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta ha pubblicato su Twitter una tabella dell’EMA, dalla quale si poteva facilmente evincere che con una bassa circolazione del virus, fino ai 49 anni il rischio di morire di trombosi indotta dal vaccino supera quello di morire di covid.

Secondo Cartabellotta, bisogna seriamente iniziare a pensare alla concreta possibilità di eliminare anche la base volontaria della somministrazione dei sieri Astrazeneca e Johnson&Johnson, prediligendo un uso esclusivo dei soli vaccini a mRna nei più giovani. Cosa su cui è d’accordo anche Francesco Broccolo, virologo dell’Università Bicocca di Milano, secondo il quale: “Con il siero a vettore virale, andrebbe immunizzato quel 28% di 60-69enni e 17% di 70-79enni che ancora non hanno ricevuto la prima dose di vaccino.

Intanto, il ministro Speranza sostiene che: “Ci sono dei rarissimi casi che sono stati riscontrati di natura avversa e li stiamo continuando a studiare, ma non può essere messo in discussione un effetto che è positivo”.

Nei giorni scorsi, anche una 18enne di Genova ha avuto una trombosi del seno cavernoso dopo avere ricevuto il siero, il 25 maggio. Pochi giorni dopo ha iniziato ad accusare cefalea e fotofobia, e si era recata in ospedale per dei controlli. Rimandata a casa, le era stato raccomandato di ripetere gli esami 15 giorni dopo, ma il 5 giugno è tornata in ospedale presentando deficit motori ed è stato lì che la tac cerebrale ha dato esito emorragico. La giovane è stata sottoposta a due delicati interventi.

Massimo Galli, a Cartabianca ha affermato: “farei a meno di dare AstraZeneca almeno alle giovani donne”, aggiungendo che “Il vaccino si è attirato ormai troppi patemi, a questo punto è anche una questione di qualità di vita e serenità delle persone. Si valuti se è necessario andare avanti con questo vaccino. Se non è così, si tolga in certe fasce d’età”.

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