Abbiamo provato il ristorante “da Vittorio” a Roma, nella nuova sede a Portuense!

Da vittorio fa il bis: dopo 35 anni dall'apertura del primo ristorante a Trastevere, apre la sua seconda sede nel quartiere Portuense. L'abbiamo provato per voi

Da Vittorio fa il bis a Roma, aprendo una nuova sede nello storico quartiere Portuense. Sono stato ospite per la nuova apertura, subito battagliero perché noi romani quando si tratta di cucina tradizionale, siamo sempre molto critici. Detto questo, il locale originale a Trastevere è una vera e propria istituzione fin dal 1988, quindi parto dall’assunto che comunque, evidentemente, ci sanno fare.

Il nuovo “da Vittorio” si trova in Via Giuseppe Lunati 25; il primo consiglio che diamo è di munirsi di santa pazienza, perché per trovare posto per l’auto sarà decisamente un’impresa.

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Ristorante da Vittorio: la cucina

Prima di addentrarmi nei piatti, vorrei sottolineare il fatto che mi trovo in uno dei pochi ristoranti a Roma ad avere una cucina interamente dedicata alle pietanze gluten free. Questo elimina totalmente la possibilità di contaminazione incrociata degli alimenti.

Il risultato? Da Vittorio riesce ad offrire un menù identico a quello della tradizione, ma senza glutine, una buona notizia per i celiaci.

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Gli antipasti

Affettati misti, formaggi (tra cui un’ottima ricotta con miele), fiori di zucca e le famose bucce di patate con pecorino. Gli antipasti si presentano ben impattati ed in quantità pantagrueliche.

Photocredit Luca Mele e Daniele Ferruccio Toscana

Buona qualità, ma la nota positiva sono sicuramente le bucce di patate con il pecorino che avrei fatto fatica a non finirle, anche se me ne avessero portate 2 chili. Mi fa subito piacere la filosofia di questo piatto del non sprecare nulla.

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Photocredit Luca Mele e Daniele Ferruccio Toscana

Ristorante Da Vittorio: i primi piatti

Questa è in effetti, la sfida principale che il ristorante deve vincere. Per capire se un ristorante di cucina romana merita, basta ordinare una classica carbonara.

I primi piatti che mi vengono proposti sono appunto, la regina, sua maestà la Carbonara, e delle fettuccine con la coda alla vaccinara, nota quantomeno lieta perché è difficilissimo trovare un locale che le prepari.

Iniziando dalla carbonara preparata con il tonnarello invece che con le classiche mezze maniche, a me personalmente è piaciuta veramente molto, ben realizzata in tutti i suoi passaggi.

Photocredit Luca Mele e Daniele Ferruccio Toscana

Ovviamente il giudizio non è mai una cosa oggettiva, difatti la persona con cui ero a tavola l’ha apprezzata ma avrebbe preferito l’uovo meno liquido. Questione di gusti ma, in ogni caso, è stato un piatto decisamente godibile.

Le tagliatelle con la coda alla vaccinara invece, sono state il primo che non ti aspetti. La carne tenerissima, si sentiva che aveva passato ore in lenta cottura. Tagliatelle ottime e un condimento che meritava una scarpetta da fare ad occhi chiusi.

Photocredit Luca Mele e Daniele Ferruccio Toscana

Per quel che mi riguarda, il ristorante da Vittorio meriterebbe una nuova visita solamente per questo piatto. Un primo da 100 e lode!

Photocredit Luca Mele e Daniele Ferruccio Toscana

Il secondo: salti in bocca alla romana

Quando credevo che “da Vittorio” avesse passato l’esame a pieni voti mi viene presentato, come secondo, un piatto con dentro i salti in bocca alla romana.

La situazione si fa interessante perché personalmente, questo piatto tipico romano non l’ho mai mangiato al ristorante ma solamente a casa, preparato da mia madre e si sa, nella madre di ognuno di noi si nasconde una piccola Sora Lella.

Che dire, altra sorpresa ed effetto wow. Carne tenerissima e in generale, piatto seguito alla perfezione. Con i salti in bocca a cui sono abituato, posso solo dire che si tratta di un bel pareggio con tanti goal. Si può giudicare questo secondo con una semplice frase: “proprio come li faceva la mia mamma”.

Photocredit Luca Mele e Daniele Ferruccio Toscana

Ristorante da Vittorio: giudizio finale

Sicuramente il ristorante merita di essere visitato perché la bravura degli chef in cucina si sente eccome. Nota molto positiva la coda alla vaccinara, piatto che non è per nulla facile trovare per via della sua lunghissima preparazione.

Valore aggiunto, i salti in bocca alla romana, un piatto che mi ha veramente stupito e come scritto, partivo da un livello decisamente alto (almeno nella mia testa).

Ultimo appunto per la carta dei vini. Trovare un ristorante di cucina romana con una simile scelta, con prodotti provenienti da ogni parte d’Italia non è per nulla scontato. Molte comunque le proposte laziali e di qualità ottima: si vede perfettamente che il proprietario tiene anche ai più piccoli dettagli.