Salute
Abrignani: “Il covid potrebbe diventare come una influenza”

Sergio Abrignani, immunologo dell’Università di Milano e membro del Cts, in una intervista a La repubblica, sottolinea l’importanza per l’Italia di seguire i modelli dell’Inghilterra e degli altri Paesi europei dove la variante delta è più diffusa: “Soprattutto, vediamo l’impatto dei casi gravi che, per adesso, non sembrano tanti. Il Covid potrebbe diventare come un’influenza”, afferma.
Sui festeggiamenti per gli Europei, dice: “Nessuno sa ancora quanto incideranno sulla crescita dei contagi, possiamo però dire che si è trattato di un comportamento a rischio. Comunque, anche quando l’Inter ha vinto lo scudetto e ci sono stati casi di assembramento impressionanti, non si sono poi osservati picchi, anche se erano i tempi in cui si stava diffondendo la variante inglese, non la Delta. In un lasso di tempo da 4 a 7 giorni vedremo se le infezioni aumentano”. Così l’esperto ai microfoni di La Repubblica.
Poi sottolinea che grazie al tasso di vaccinazione ampio in Europa, “si è protetti dalle forme gravi. Invece di morire una persona infettata ogni 50, infatti, a perdere la vita è una su mille”.
Poi batte sull’importanza di osservare il comportamento dei Paesi vicini, che si trovano un mese avanti a noi: “Abbiamo però il vantaggio di poter osservare come vanno le cose da loro, visto che siamo circa un mese e mezzo indietro. Non è detto che alla fine abbiano ragione ma di certo la loro politica ha una base scientifica. Se vediamo che arrivano a 70 o 80 mila infezioni al giorno e non hanno un aumento importante di occupazione delle terapie intensive o di morti, la politica del nostro Paese deciderà cosa fare. Certo, per un’influenza l’Italia non è mai stata chiusa”.









