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Accertamenti esattoriali, cosa succederà il 16 ottobre?

Con l’inizio della prima quarantena, per fronteggiare la crisi che molte famiglie si trovano ancora a vivere, come conseguenza dello stop lavorativo, il Governo aveva deciso di sospendere gli accertamenti esattoriali. Parliamo di probabili pignoramenti o ingiunzioni fiscali che gravano su chi ha debiti con il fisco o ha ricevuto delle multe che non ha potuto e voluto pagare. Il termine di questa sospensione è vicina, giovedì 15 ottobre riprenderanno le normali attività di controllo e di invio dell’Agenzia delle Entrate.

Gli accertamenti esattoriali riprenderanno definitivamente giovedì 16 ottobre con queste operazioni

1) Controlli esecutivi
2) Ingiunzioni
3) Pignoramenti finanziari, si avviano dei procedimenti da bloccare o affrontare secondo norme e possibilità legali che si hanno.

L’Agenzia delle Entrate opererà su questi crediti da ricevere o procedimenti già avviati.

  • Versamenti indicati nelle cartelle di pagamento già inviati o da inviare;
  • Avvisi di addebito o di accertamento;
  • Rate dei piani di dilazione in scadenza tra l’8 marzo il 15 ottobre;
  • Fermi amministrativi e ipoteche.

Il Ministro ha elogiato l’opera del Governo ma i numeri di persone indebitate è molto alta

E’ stato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ad annunciare la ripresa normale della vita fiscale. Certo non arriverà tutto e subito ma durante l’anno chi ha debiti, multe e tasse non pagate potrà ricevere dei richiami oppure vedere l’avvio dei primi provvedimenti.

  • Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha parlato di 18 milioni di italiani iscritti a ruolo. Solo tre milioni sono imprese, 15 milioni di contribuenti sono persone normali, non titolari di impresa.
  • Il Sole 24 Ore ha aggiunto altri dati. Infatti, le cartelle esattoriali pronte per la notifica sono 9 milioni, il 90% con importi inferiori ai 5.000 euro di riscossione, il 36% riguarda tasse non pagate.
  • Il gettito che l’Agenzia delle Entrate riceverebbe ogni anno, considerando ben 29 milioni di singoli crediti riscossi, equivale a 80 miliardi di euro. Sui sette mesi di sospensione si attende una somma pari a 50 miliardi di euro.
  • Ad affidare ogni anno questi crediti da riscuotere fiscalmente ci pensano ben 5600 enti che si rivolgono all’Agenzia delle Entrate.

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