La calvizie maschile, ufficialmente chiamata alopecia androgenetica, è una condizione che colpisce circa il 50 % degli uomini entro i 50 anni, causando assottigliamento dei capelli e forme di stempiatura progressiva. L’unico approccio approvato attualmente prevede farmaci come minoxidil e finasteride, spesso associati a effetti collaterali non trascurabili. Ma oggi emerge una possibile alternativa naturale e rivoluzionaria: il 2‑deossi‑D‑ribosio (2dDR) – uno zucchero già presente nel nostro DNA – ha dimostrato di stimolare la ricrescita dei capelli in modo sorprendentemente efficace.
La scoperta: 2-deossi-D-ribosio e crescita dei capelli
Un recente studio pubblicato su Frontiers in Pharmacology ha testato un gel contenente 2-deossi-D-ribosio, combinato con alginato di sodio, su un modello murino di calvizie androgenetica. La calvizie è stata indotta nei topi mediante iniezioni di testosterone. I soggetti trattati con il gel allo zucchero sono stati confrontati con due gruppi: uno trattato con minoxidil (controllo positivo) e uno senza trattamento (controllo negativo).
Dopo 20 giorni di applicazione topica quotidiana, i risultati hanno mostrato:
- Incremento della densità e dello spessore dei capelli
- Maggiore lunghezza del fusto pilifero
- Aumento della pigmentazione dei peli
- Stimolo alla fase anagen (fase di crescita attiva del capello)
- Miglioramento della vascolarizzazione del cuoio capelluto
Le prestazioni sono risultate paragonabili al minoxidil, con una copertura della zona calva tra l’80% e il 90% in molti casi.
Come agisce il 2-deossi-D-ribosio
I ricercatori hanno evidenziato che il meccanismo chiave attraverso cui il 2dDR promuove la crescita dei capelli è la stimolazione dell’angiogenesi, ovvero la formazione di nuovi vasi sanguigni. Questo processo migliora l’apporto di ossigeno e nutrienti ai follicoli piliferi, contrastando gli effetti atrofizzanti del diidrotestosterone (DHT), considerato uno dei principali responsabili della calvizie androgenetica.
Il 2dDR sembra inoltre aumentare la produzione del fattore di crescita VEGF (vascular endothelial growth factor), già noto per il suo ruolo nella rigenerazione dei tessuti e nella salute vascolare.
Vantaggi potenziali rispetto ai trattamenti esistenti
A differenza dei farmaci finora utilizzati:
- Il 2-deossi-D-ribosio è una molecola naturale, parte del nostro stesso DNA
- Ha un profilo di sicurezza elevato, non agisce sul sistema ormonale e non è tossico
- Può essere prodotto a basso costo
- Ha mostrato efficacia comparabile ai trattamenti già approvati, senza effetti collaterali significativi
Queste caratteristiche lo rendono un candidato ideale per future terapie topiche contro la calvizie, accessibili e sicure anche per utilizzi prolungati.
Prossimi sviluppi
Lo studio, sebbene promettente, è ancora nella fase preclinica e deve essere seguito da:
- Sperimentazione clinica sull’uomo, per confermare l’efficacia sui soggetti umani
- Test di sicurezza dermatologica su larga scala
- Ottimizzazione delle formulazioni cosmetiche o farmacologiche contenenti il principio attivo
Il passo successivo sarà quindi validare questi risultati con trial clinici che possano portare alla registrazione di nuovi prodotti anticalvizie basati su questa molecola.
Fonte dello studio:
Anjum MA, Khan A, Rasheed MK, et al. Stimulation of hair regrowth in an animal model of androgenic alopecia using 2-deoxy-D-ribose. Front Pharmacol. 2024;15:1370833.
https://doi.org/10.3389/fphar.2024.1370833







