Il rating è un giudizio che viene espresso da un soggetto esterno e indipendente, un’agenzia di rating, sulle capacità di una società di pagare o meno i propri debiti. L’agenzia di rating valuta così la solidità del credito e la capacità di rischio di una o più società.
Le agenzie di rating forniscono informazioni anche sull’economie internazionali e sui singoli stati sulla base dei dati raccolti e fornendo stime di crescita o decrescita generali. Per la stima di rating, si legge su borsa italiana, si usano due approcci, matematico quantitativo e qualitativo. Standard&Poor’s, Moody’s e FitchRatings sono le agenzie di rating più attese ogni anno, operano con il secondo metodo e attraverso un lavoro fatto da esperti analisti.
Le stime Moody’s sull’Italia
Moody’s ha rivisto al ribasso le stime di crescita del Pil Italiano, il motivo è la recrudescenza della pandemia di Coronavirus e le continue misure di distanziamento sociale che rallentano economia e ripresa. A novembre si attendeva per l’anno una crescita del prodotto interno lordo pari al 5,6%, la stima è scesa al 3,7% ma potrebbe accelerare nel 2022 al 4,1%.
Varianti Covid e Governo Draghi, fiducia sulle larghe intese
Ad incidere sull’Italia due aspetti, le varianti Covid giunte nel nostro paese che mostrano come questo virus sia mutevole e imprevedibile è il primo.
“Le sue varianti” si legge nel rapporto, “continuano a gettare un’ombra sui sistemi sanitari e sull’economia di tutto il mondo.” Il Pil crescerà su base annua in tutti i paesi del G20 perché si sa convivere con la pandemia e c’è stata in molti paesi una risposta di politica fiscale e monetaria oltre che sanitaria, l’Italia non è da meno in questo.
Il secondo elemento che incide sull’analisi rating di Moody’s è la fiducia a Draghi, c’è chi parlava di un effetto svanito sui mercati ma dopo questo rapporto potrebbe far cambiare idea agli investitori. Il fatto è che si è vicino ai fondi di ricostruzione del Recovery Fund e questo inciderà sull’economia fino al 2027.
“L’avvio di un governo di larghe intese guidato da Draghi è una sorta di garanzia per l’utilizzo in maniera efficace dei 209 miliardi che l’Italia riceverà dal Recovery Fund europeo entro il 2026.”
“Questi fondi potrebbero rafforzare le prospettive di crescita del paese se diretti e utilizzati efficacemente per infrastrutture pubbliche e altre spese a favore della crescita. L’inaugurazione di un governo trasversale di larghe intese del primo ministro Mario Draghi aumenta la probabilità che ciò accada.”











