Il pesce è sicuramente tra gli alimenti più sani da consumare, soprattutto quando è fresco. Leggero, ricco di nutrimenti necessari che fanno bene all’organismo, e ideale se si seguono diete ipocaloriche. Eppure molti pesci sono ricchi di mercurio, elemento che non ha effetti benefici la cui quantità va osservata e regolata soprattutto nei consumi alimentari.
Per queste ragioni Altroconsumo ha ritenuto opportuno fare un’analisi sulle 20 specie di pesci consumate sulle tavole degli italiani la cui presenza di mercurio è rilevante. Una ricerca decisamente interessante e utile ai consumatori. Premesso che il limite di sicurezza fissato dall’Efsa di assimilazione di mercurio è intorno al 1,3 microgrammi, Altroconsumo testando pesci surgelati ma anche freschi ha valutato se questo indice è superabile.
Altroconsumo: l’analisi sul mercurio nel pesce, quali sono risultati più contaminati e perchè?
I test di Altroconsumo sono giunti alla conclusione che chi consuma il pesce spada e verdesca anche con una sola porzione (60 grammi per i bambini e 150 per gli adulti) rischia di superare ampiamente la dose settimanale tollerabile di mercurio. Ovviamente l’associazione non invita a rinunciare al prodotto, ma solo a scegliere pesci più piccoli e a variare la qualità dei prodotti ittici.
Altroconsumo, i consigli sul consumo del pesce
Accertata l’eccessiva presenza di mercurio nel pesce spada e ventresca, presenza che supera in fatto di assimilazione il limite di sicurezza, Altroconsumo consiglia di tenere un comportamento più consapevole a tavola.
Intanto occorre ridurre il consumo di questi pesci e optare per trota salmonata, sardine, sgombro, merluzzo, platessa e salmone che sono sicuramente meno contaminati. Un consiglio importante riguarda invece le donne incinte che dovrebbero evitare radicalmente il consumo dei pesci predatori.











