Salute
Ansia da pandemia: i sintomi e come affrontarla

L’OMS lancia l’allarme: 6 persone su 10 sono affette da “stress da pandemia”. Se vi capita di sentirvi spesso avviliti, stanchi e angosciati senza una apparente motivazione, la motivazione invece potrebbe essere solo e soltanto una: l’attuale situazione pandemica in cui siamo, nostro malgrado, costretti a vivere.
Paura dei contatti. Litri di gel disinfettante e i nostri visi avvolti nelle mascherine. Ansia e attesa di dati, numeri, risultati di tamponi. E ancora, la paura di ammalarsi, lo stato di allerta al primo accenno di mal di gola o al primo starnuto. Lo smart working che ci fa alienare dal mondo. Un Natale inusuale e praticamente inesistente.
8 mesi fa eravamo entrati in questa pandemia a gamba tesa e battaglieri: le videochiamate con gli amici, i flashmob sul balcone, gli “andrà tutto bene” disegnati per il web. Oggi invece ci ritroviamo stanchi, stremati, quasi in un limbo di autoisolamento dai rapporti sociali: se dobbiamo essere soli, tanto vale esserlo per davvero. E così ecco i primi disertori delle videochiamate con gli amici, ecco balconi vuoti e zero hashtag #andràtuttobene. La verità è che ormai all'”andrà tutto bene” non ci crediamo più né noi, né tantomeno il nostro sistema nervoso ormai vicino al crollo. E no, non è solo frutto delle nostre menti impressionabili: per l’Organizzazione Mondiale della Sanità tutto questo ha un nome: stress da pandemia. O “pandemic fatigue”.
Siamo diventati fragili e vulnerabili e a confermarlo è l’impennata di acquisti di psicofarmaci come le benzodiazepine: la Società italiana di Psichiatria ha registrato un aumento del 35% di ansiolitici e ipnotici e un incremento del 28,2% degli antidepressivi nei centri regionali di prenotazione di farmaci. Salito anche il ricorso a psicologi e psicoterapeuti.
“La verità è che tutto è successo all’improvviso, il virus ha sconvolto il mondo intero e, in un attimo, ci ha tolto la libertà. Tutto è cambiato, ci hanno detto di rimanere a casa e lì abbiamo scoperto quanto sia difficile convivere, resistere, mantenere viva la speranza” commenta lo psichiatra Paolo Crepet, autore di un libro su questa emergenza dal titolo emblematico, Vulnerabili (Mondadori). “Così ora viviamo in un perenne stand by destabilizzante tra annunci e divieti dove un giorno viene promesso un nuovo vaccino e il giorno dopo siamo in zona rossa”.
E allora come uscire da questo limbo di emozioni contrastanti e frastornanti? Il monito degli psicologi è quello di sforzarsi di vivere con quanta più leggerezza possibile. Vivere giorno dopo giorno e non farci carico dei problemi futuri. Solo vivendo passo dopo passo e affrontando un giorno alla volta, potremo forse sentirci meglio.
E allora lasciamoci con questo monito: “È buio perché ti stai sforzando troppo. Con leggerezza, bimba, con leggerezza. Impara a fare ogni cosa con leggerezza. Sì, usa la leggerezza nel sentire, anche quando il sentire è profondo. Con leggerezza lascia che le cose accadano, e con leggerezza affrontale. Dunque getta via il tuo bagaglio e procedi. Sei circondata ovunque da sabbie mobili, che ti risucchiano i piedi, che cercano di risucchiarti nella paura, nell’autocommiserazione e nella disperazione. Ecco perché devi camminare con tale leggerezza. Con leggerezza, tesoro mio” tratto da L’isola di Aldous Huxley.









