Antitrust, che cos’è e a che cosa serve?

E' importante impedire a singole imprese e società di acquisire una posizione di monopolio sul mercato, quando ciò avviene con comportamenti scorretti ne pagheranno le conseguenze altri soggetti economici ma soprattutto noi consumatori

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Il diritto antitrust si definisce anche come tutela della concorrenza sui mercati economici. L’insieme di norme di questo diritto protegge imprese e consumatori da forme scorrette di crescita e competizione economica. Impedisce a singole realtà economiche o finanziarie (SPA, aziende e imprese) di raggiungere posizioni di monopolio e restrizione della concorrenza. Controlla quindi che non vengano adottate strategie o azioni che influenzino scorrettamente i consumatori per avere un vantaggio sui concorrenti.

Perché l’Antitrust è importante per noi consumatori?

A noi consumatori permetterà di avere a disposizione un prodotto e un servizio proposto da più imprese rispetto che una. Ciò comporta che potremo scegliere tra diversi prezzi e qualità di servizio differenti e concorrenti. Un solo soggetto economico infatti potrebbe decidere di trarre vantaggio imponendo costi molto alti rispetto al reale valori di mercato del bene o del servizio. In Italia, l’ente che tutela la concorrenza con le norme fino a qui descritte è l’AGCM: Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Monopoli delle grandi imprese digitali: la figura del consumatore inconsapevole

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Le grandi imprese hitech e digitali sono portate spesso a violare le norme Antitrust. Sono infatti realtà economiche improntante alla crescita continua e a novità digitali che si impongono velocemente sul mercato e nella concorrenza. Google, Apple, Microsoft, Samsung sono tutti grandi nomi denunciati negli anni localmente e internazionalmente per le loro strategie di crescita. Sono state spesso accusate di monopolizzare e spingere fuori dal mercato imprese concorrenti che offrono servizi o prodotti simili.

L’AGCM, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a proposito, ha avviato in questi giorni sei istruttorie contro Google, Apple e Dropbox (società californiana cloud storage). L’accusa è di violazione della Direttiva sui diritti dei consumatori, per la presenza di clausole non chiare nella gestione dei servizi cloud, nella conservazione online dei propri file.

Inoltre, l’Autorità Garante segnala indicazioni poco chiare riguardo la raccolta e l’utilizzo di dati forniti dall’utente. Questi dati che dovrebbero essere usati per elementi di sicurezza e tutela dell’utente. Invece, sono raccolti per fini commerciali, l’AGCM accusa le tre società di indebito condizionamento nei confronti dei consumatori che parte dalle informazioni rilasciate.