Ai

Archeologia hi-tech: come l’intelligenza artificiale sta riscrivendo la storia

Scopri come l'intelligenza artificiale svela segreti antichi, dando nuova luce a misteri irrisolti. Un unione sorprendente tra passato e futuro.

Nel panorama contemporaneo, l’intelligenza artificiale (IA) è spesso associata a modelli linguistici come ChatGPT, ma le sue potenzialità vanno ben oltre la sola generazione di testo. Settori come l’archeologia e la filologia stanno sperimentando la forza dell’IA per analizzare dati troppo complessi o voluminosi per l’elaborazione umana. Con risultati straordinari, scoperte recenti hanno portato a innovativi ritrovamenti in questi campi. Un esempio lampante è l’uso di reti neurali per leggere antichi manoscritti danneggiati dall’eruzione del Vesuvio o per individuare geoglifi nascosti nel deserto di Nazca in Perù. L’intelligenza artificiale si sta dimostrando uno strumento prezioso nel risolvere alcuni degli enigmi più intriganti della storia umana.

Archeologia dell’intelligenza artificiale

L’esplorazione del deserto arabo

Nel 2024, ricercatori della Khalifa University di Abu Dhabi hanno sviluppato un algoritmo di IA in grado di esaminare il deserto di Rub al-Khali, un’immensa distesa di 250.000 miglia quadrate nella penisola arabica, per individuare potenziali siti di scavo. Tra questi siti, Saruq Al-Hadid spicca come un antico insediamento dell’età del bronzo. L’algoritmo rappresenta un’alternativa vantaggiosa ai tradizionali rilievi a terra, che non solo sono costosi, ma anche difficili da eseguire in ambienti desertici isolati, dove tempeste di sabbia e mutamenti delle dune possono interferire con le immagini satellitari.

Geoglifi di Nazca

In Perù, le Linee di Nazca, una collezione di geoglifi precolombiani che decorano la superficie del deserto di Nazca, hanno subito una nuova ondata di scoperte grazie all’intelligenza artificiale. Ricercatori della Yamagata University e del centro di ricerca IBM hanno sviluppato un sistema di IA capace di rilevare geoglifi troppo piccoli per essere individuati con i metodi tradizionali. Questo ha portato alla scoperta di ulteriori 303 geoglifi, rappresentanti figure umanoidi e animali, alcuni dei quali mai visti prima.

Approfondimento

Geoglifi

  • Definizione: I geoglifi sono grandi disegni tracciati sul terreno, spesso in aree desertiche, e sono visibili solo dall’alto.
  • Curiosità: Le Linee di Nazca, in Perù, sono state inserite dall’UNESCO nella lista dei Patrimoni dell’Umanità nel 1994.
  • Dati chiave: Coprono un’area di circa 1.500 km² e si pensa risalgano al periodo compreso tra il 500 a.C. e il 500 d.C.

Filologia e testi antichi

Decifrazione dell’Epico di Gilgamesh

Nel campo della filologia, l’intelligenza artificiale sta aiutando gli studiosi a decifrare testi antichi come l’Epico di Gilgamesh, un racconto epico mesopotamico di 4.000 anni fa. Ricercatori dell’Istituto di Assiriologia dell’Università Ludwig Maximilian di Monaco hanno sviluppato un algoritmo per accelerare il lavoro di decifrazione. Il progetto, noto come Fragmentarium, ha già contribuito a ricostruire segmenti inediti del racconto, arricchendo la narrativa con nuove scene

Traduzione di tavolette cuneiformi

In Israele, un team congiunto dell’Università di Tel Aviv e dell’Università di Ariel ha addestrato una rete neurale per tradurre parti di tavolette cuneiformi mesopotamiche dall’accadico all’inglese. Questo approccio ha segnato la prima volta in cui l’IA è stata utilizzata per convertire una lingua antica in una moderna, tale risultato è stato pubblicato sulla rivista accademica PNAS Nexus. Sebbene il sistema abbia mostrato un’accuratezza comparabile a quella di un filologo umano, gli studiosi hanno sottolineato le limitazioni dovute alla difficoltà di tradurre lingue antiche basandosi su frammenti spesso privi di contesto.

Oltre i confini tradizionali

L’applicazione dell’intelligenza artificiale in archeologia e filologia non solo accresce le nostre conoscenze del passato, ma apre nuove possibilità di scoperta. La capacità dell’IA di analizzare grandi quantità di dati e identificare modelli invisibili all’occhio umano sta riscrivendo le regole dell’archeologia e della filologia. Con questo potente alleato, siamo meglio equipaggiati per esplorare le profondità della nostra storia e svelare i segreti che ci legano ai nostri antenati. In un futuro non troppo lontano, l’integrazione di AI e discipline umanistiche promette risultati ancora più spettacolari e informativi.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *