Argentina: dopo 13 anni l’economia nazionale torna a tremare

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Naufragata economia argentina, non sono stati raggiunti gli accordi con i creditori dopo una disputa legale con gli hadge fund (fondi speculativi). Accusano questi ultimi l’insolvenza dell’Argentina

Buenos Aires – Le trattative fra l’Argentina e i famigerati hadge fund ipotizzavano una risoluzione entro la mezzanotte, tuttavia, stando a quando testimoniato dal Ministro degli Esteri argentino Axel Kicillof, l’insolvibilità non sussisterebbe, in quanto il 26 giugno scorso, lo Stato argentino avrebbe depositato 539 milioni di dollari presso il Bank of New York Mellon (agente finanziario dei creditori). La cifra corrisponderebbe, secondo gli accordi, ad una parte del debito che il Paese sudamericano avrebbe dovuto saldare con l’agenzia creditrice(la scadenza era prevista per il 30 giugno).

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Il giudice distrettuale statunitense, Thomas Griesa, ha di fatto congelato quei fondi, dichiarandoli irregolari poiché i creditori “holdout” non li avrebbero accolti, esigendo un pagamento per intero.

Il ministro Kicillof ha dichiarato:”la Repubblica Argentina ha richiesto una sospensione della sentenza. Il giudice ha detto che se gli hedge fund avessero accettato, avrebbe decretato la sospensione, ma i fondi avvoltoi non hanno accettato”.

L’agenzia di rating Standard & Poor ha declassato il debito dell’Argentina alla categoria di cessazione dei pagamenti selettivi su alcuni dei titoli del suo debito sovrano in valuta straniera.

L’analista di Goldman Sachs, Mauro Roca, evidenzia inoltre la peculiarità di questo default, dal momento che non si tratta di un problema di solvenza,tutto dipenderebbe da quanto più in fretta si sciolga la matassa.

Di fatto, il caso argentino non potrebbe essere definito come un vero e proprio crollo economico, in quanto il Paese possiederebbe le cifre necessarie per ripagare il suo debito, l’unica incombenza è determinata dalla sentenza del giudice, che di fatto difenderebbe gli interessi dei fondi speculativi.

Questi ultimi, definiti anche come “fondi avvoltoi”, in Argentina sono noti come “fondos buitres”, sono gestori di capitale di rischio che si dedicano ad acquistare titoli di Stato a prezzi bassi nelle economie in difficoltà, come è stata quella dell’Argentina nel 2001, e poi ad agire in giudizio per la raccolta totale di più prestiti obbligazionari, di interessi dovuti agli anni con un ritorno superiore al 1000%.

Creditori o Approfittatori? Intanto l’accadimento, mette a rischio i risparmi di molti cittadini che avevano investito nei titoli ristrutturati e che ora non riceveranno gli interessi promessi e non solo, le ripercussioni si fanno sentire, se pur in minima parte, a livello mondiale, le maggiori Borse internazionali a metà giornata erano in perdita: Francoforte segna -1,37%, Londra -0,3%, Milano -1,47%, Parigi -1,07%, Madrid -1,88% e Atene -2,52%. Crolla la borsa di Lisbona, che cede il 4,61% ; apertura in ribasso anche per Wall Street.