Assegno di Inclusione

Assegno di inclusione: nel 2025 il pagamento avverrà per 11 mesi

Dal prossimo anno l’erogazione dell’assegno di inclusione vedrà una modifica particolarmente importante, che comunque era prevista fin dall’introduzione della misura. I beneficiari, infatti, incasseranno undici mensilità anziché dodici, questo perchè tra la prima e la seconda erogazione ci sarà un mese di sospensione.

Come detto, il mese di stop era già ampiamente previsto e la Manovra 2025 non ha apportato modifiche. In questo articolo andiamo ad analizzare i dettagli di quanto accadrà il prossimo anno.

Le regole previste

Rispetto a quanto previsto dal reddito di cittadinanza, l’assegno di inclusione ha una durata diversa. Infatti, ogni successiva erogazione del reddito di cittadinanza aveva una durata prevista di 18 mesi, al termine dei quali era possibile presentare la domanda di rinnovo. L’assegno di inclusione, invece, ha anch’essa una prima erogazione di 18 mesi, ma ogni rinnovo viene ridotto a dodici mesi.

Quindi, dato che tra ogni erogazione e la successiva è necessario attendere un mese, nel 2025 chi percepiva già l’assegno di inclusione riceverà 11 mensilità anziché 12.

Gli importi medi dell’assegno di inclusione

Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio Statistico dell’Inps, nel 2024 sono quasi 700.000 le famiglie che hanno richiesto l’assegno di inclusione. Mentre il reddito di cittadinanza, da aprile 2019 a dicembre 2023, è stato percepito per almeno un mese da 2,4 milioni di nuclei familiari, ovvero da 5,3 milioni di persone.

Stando sempre ai dati dell’Inps, possiamo notare che l’importo medio dell’assegno di inclusione è pari a 618 euro mensili, mentre quello del reddito di cittadinanza era di 552 euro. In sostanza, dunque, l’assegno di inclusione prevede importi più alti ma ne usufruisce un numero di persone molto più ridotto rispetto al reddito di cittadinanza.

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