In vista dei pagamenti dell’assegno di inclusione, l’INPS ha avviato delle verifiche che riguardano i nuclei beneficiari. L’obiettivo è quello di accertare il possesso dei requisiti a partire dalle soglie di redito mobiliare e immobiliare, che sono state modificate nell’ultima Legge di Bilancio.
I controlli di marzo 2025
Dunque, a inizio marzo 2025 scattano i controlli da parte dell’INPS. A determinare l’eventuale stop al pagamento sarebbe, in primo luogo, il mancato aggiornamento ISEE. Ma non è tutto, altre modifiche che riguardano l’assegno di inclusione sono relative alle dimissioni volontarie dal lavoro inviate nel mese precedente da uno o più del nucleo familiare.
Ricordiamo che durante le verifiche, l’INPS esamina la situazione economica del nucleo familiare alla data del 28 febbraio 2025. Una volta completati i controlli, l’istituto rilascia un avviso direttamente sulla pagina dell’area personale MyInps. Al termine dei controlli, l’INPS darà il via libera al pagamento a Poste Italiane. Per il mese di marzo le tempistiche sono come quelle attuate in passato.
Cos’è l’assegno di inclusione
L’assegno di inclusione è stato introdotto a gennaio 2024 e ha sostituito il reddito di cittadinanza. Si tratta di un contributo mensile riservato a chi è in difficoltà dal punto di vista economico. L’erogazione è legata all’adesione ad un percorso personalizzato di attivazione sociale e lavorativa.
Può essere richiesto dai nuclei familiari residenti in Italia in cui siano presenti persone con disabilità, minorenni, over 60 oppure persone in condizione di svantaggio.








