Tecnologia
Attenzione su Whattsapp nuove truffe e coronavirus-phishing

Gli hacker sono sempre attivi, anche su Whatsapp. La popolare app di messaggistica è infatti vittima di phishing, e molte volte la gente ignara casca nelle truffe, specialmente chi non è molto avvezzo alla tecnologia, ad esempio le persone più anziane. I giovani fortunatamente hanno l’occhio più lungo e si tengono alla larga dai messaggi sospetti.
L’ultima truffa su Whatsapp
L’ultimo messaggio in circolazione questi giorni sarebbe pressocchè questo:
“Saluti da Whatsapp! Il tuo numero di telefono non è registrato su questo dispositivo. Clicca sul link per attivare il numero di telefono”.
Si tratta ovviamente di un messaggio che sta circolando per accalappiare i dati degli utenti. È importante ricordare che whatsapp non comunica con gli iscritti alla piattaforma tramite messaggi, tantomeno tramite le cosiddette “catene” cioè quei messaggi che un utente inoltra agli altri con lo scopo di “far girare”.
Truffe e phishing coronavirus
Non è, però, l’unico messaggio che sta circolando. In questo periodo di coronavirus, gli hacker si appigliano anche alla paura degli utenti. C’è in giro, infatti, un messaggio di una fantomatica dottoressa Penelope Marchetti dell’Oms, che invita gli utenti a leggere delle indicazioni per prevenire il contagio. Il link, però, installa un malware sul dispositivo del malcapitato.
In questi giorni, poi, durante i quali si dovrebbe rimanere a casa (ma senza vincere nulla!) c’è un altro messaggio che potrebbe essere aperto dai malcapitati in buona fede:
Circolare del Ministero, approvato assegno immediato di 350 euro una tantum, per chi rimane a casa. Qui il modulo per la richiesta”
Anche in questo caso cliccando il link si installa un malware sullo smartphone, capace di rubare i dati sensibili del proprietario, comprese le password ed i pin associati alle carte di credito ed i conti correnti.
Ma come ci si difende da queste truffe? Il suggerimento è quello di denunciare alla Polizia Postale, e non aprire mai e poi mai i link ritenuti sospetti.









