Nel secondo trimestre del 2025 il mercato immobiliare italiano ha registrato un deciso aumento delle compravendite, sia residenziali che non residenziali. I dati diffusi dall’ Osservatorio del Mercato Immobiliare (Omi) dell’Agenzia delle Entrate mostrano un incremento dell’8,1% degli scambi di abitazioni rispetto allo stesso periodo del 2024, con un trend positivo che interessa tutto il territorio nazionale. Questo quadro suggerisce un rinnovato interesse verso il settore, considerato ancora oggi uno dei pilastri dell’investimento delle famiglie italiane.
Compravendite residenziali: città e piccoli centri in ripresa
L’aumento delle compravendite residenziali non riguarda solo le grandi metropoli ma anche i centri di dimensioni medio-piccole. Città come Torino e Palermo guidano la classifica con tassi di crescita a doppia cifra, attorno all’11% e al 10%, seguite da altri capoluoghi che mostrano segnali di vivacità dopo anni di rallentamento. Anche i piccoli comuni beneficiano del clima di fiducia: molte famiglie stanno scegliendo case più ampie, magari con spazi esterni, oppure si stanno spostando verso zone meno congestionate ma ben collegate.
Il mercato delle locazioni affianca questa dinamica con un aumento delle nuove sottoscrizioni di contratti, segno che il settore residenziale rimane altamente dinamico. In molti casi l’affitto rappresenta un passaggio intermedio prima dell’acquisto, soprattutto per i giovani nuclei familiari che stanno valutando l’accesso a un mutuo.
Perché il mercato residenziale piace ancora agli italiani
Le ragioni della ripresa sono molteplici. L’esperienza della pandemia ha spinto tante persone a rivalutare le proprie priorità abitative: oggi si cerca più comfort, stanze in più per lavorare da remoto, balconi o giardini. Questo ha favorito lo scambio tra chi vende appartamenti più piccoli in centro e chi acquista abitazioni più grandi in quartieri periferici o in provincia.
A sostenere la domanda ci sono anche condizioni finanziarie ancora relativamente favorevoli. I tassi d’interesse, pur risaliti rispetto agli anni dei mutui “quasi gratuiti”, restano competitivi e spingono molti affittuari a fare il salto verso la proprietà. Per gli investitori, il mattone continua a essere percepito come un bene rifugio in grado di proteggere il capitale nel lungo periodo, soprattutto nelle zone ad alta domanda turistica o universitaria.
Il ruolo delle politiche pubbliche e delle agevolazioni
Non va trascurato l’effetto di bonus, detrazioni e incentivi collegati alla riqualificazione energetica e alla ristrutturazione degli immobili. Gli interventi di efficientamento energetico, la sostituzione di infissi e caldaie, l’installazione di pannelli fotovoltaici e altri lavori agevolati hanno reso più appetibili molte abitazioni datate, contribuendo a rimettere in moto l’offerta e a incrementare il valore degli immobili riqualificati.
In parallelo, alcune amministrazioni locali stanno adottando politiche urbanistiche volte a rigenerare quartieri degradati o ex aree industriali, trasformandole in nuove zone residenziali o miste. Questi progetti hanno un impatto positivo sia sulla qualità della vita dei residenti sia sul valore delle proprietà, attirando l’interesse di investitori istituzionali e privati.
Non residenziale: uffici, negozi e logistica tornano protagonisti
Anche il comparto non residenziale mostra segnali confortanti. Nel secondo trimestre 2025 si registra una crescita complessiva di circa il 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con il terziario-commerciale in prima linea. Negozi, depositi commerciali e uffici segnano incrementi significativi, sostenuti dal ritorno a ritmi lavorativi più stabili, dal turismo in ripresa e dalla voglia di molte imprese di riposizionarsi sul territorio con spazi più moderni e funzionali.
La digitalizzazione dei processi aziendali e l’esplosione dell’e-commerce alimentano anche la domanda di magazzini e hub logistici. Le aree prossime ai grandi nodi autostradali o ai centri metropolitani risultano particolarmente richieste, con un impatto positivo sui canoni e sui valori di vendita.
Terreni agricoli e ritorno alla terra
Un altro segmento in forte crescita è quello dei terreni agricoli, che nel 2025 registra quasi un +10% di superfici scambiate. La spinta arriva da nuove generazioni di imprenditori agricoli, da progetti di agricoltura biologica e da iniziative legate alle filiere corte e al turismo rurale. Sud Italia e Isole fanno registrare i balzi più significativi, grazie a costi di accesso ancora competitivi e a un clima favorevole per colture di pregio.
Compravendite e fiducia: cosa indicano i numeri dell’Omi
I report dell’Omi, pubblicati periodicamente sul portale dell’Agenzia delle Entrate, confermano che l’aumento delle compravendite è distribuito su più categorie di immobili: abitazioni, uffici, negozi, capannoni e terreni. Questo dato è importante perché segnala non solo una vivacità del mercato domestico, ma anche un clima di fiducia diffuso tra famiglie, imprese e operatori professionali.
Un sistema di monitoraggio puntuale consente agli addetti ai lavori – notai, agenzie immobiliari, consulenti del credito – di orientare meglio clienti e investitori, riducendo il rischio di valutazioni errate e contribuendo alla stabilità del settore. Per chi valuta un acquisto o una vendita nel 2025, la consultazione dei dati Omi per zona e tipologia di immobile rappresenta un passaggio fondamentale.
Le ricadute economiche di un mattone in salute
Il buon andamento del mercato immobiliare ha effetti che vanno ben oltre il semplice scambio tra venditore e acquirente. Ogni transazione genera lavoro per una lunga filiera di professionisti: agenti, notai, geometri, tecnici, imprese edili, artigiani e fornitori di arredi. Le ristrutturazioni legate alle nuove proprietà alimentano ulteriormente la domanda di materiali e servizi, creando un circolo virtuoso che si riflette sul PIL nazionale.
Secondo le analisi pubblicate da testate economiche specializzate, come il Sole 24 Ore, un comparto immobiliare in salute contribuisce anche alla solidità del sistema bancario, grazie alla qualità dei mutui erogati e al valore delle garanzie reali. In questo contesto, la casa torna a essere percepita non solo come bene rifugio, ma anche come tassello centrale di una progettualità familiare e imprenditoriale di lungo periodo.









